Elettrosmog, «i comuni appoggino il ricorso alla Consulta»

Valceresio – L’iniziativa del locale gruppo di Legambiente ripropone il tema della battaglia all’inquinamento elettromagnetico come priorità per la salute dei cittadini

Ancora polemiche contro il decreto Gasparri sugli impianti di telefonia mobile. Questa volta a dare battaglia è Legambiente Valceresio che ha recentemente inviato una lettera a tutti i sindaci della valle per invitarli ad appoggiare il ricorso alla Corte Costituzionale promosso dal presidente della regione Roberto Formigoni contro l’applicazione, per anticostituzionalità, della legge entrata in vigore lo scorso settembre. La nuova normativa prevede infatti che i gestori possano installare nel territorio comunale un impianto con la sola denuncia di inizio attività (Dia) presentata al comune, togliendo voce in capitolo agli enti locali. Per questo motivo l’associazione ambientalista chiede ai sindaci la convocazione urgente di un Consiglio Comunale aperto durante il quale sia posta all’ordine del giorno la discussione circa la legittimità del Decreto Gasparri e l’approvazione di un ordine del giorno finalizzato a sostenere l’iniziativa del Presidente della Giunta Regionale, affinchè sia ribadita all’intera cittadinanza l’effettiva volontà di salvaguardare la salute pubblica da ogni possibile fonte di inquinamento. Il ricorso alla Consulta sarebbe solo il tramite giuridico, quindi, per la protezione della salute dei cittadini in un ambito dove regna ancora molta incertezza. «Secondo il principio di precauzione più volte citato nelle delibere della Comunità Europea – affermano gli ambientalisti -, in assenza di certezze circa le conseguenze per la salute del cittadino, occorre esercitare la massima tutela nella disciplina della materia. Ricordiamo inoltre che anche il principio cautelativo dettato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza, afferma la necessità di minimizzare il più possibile l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza, tipici delle rete di telefonia mobile. Ciò premesso, citiamo ad esempio che gli studi attualmente in atto evidenziano che l’assorbimento di energia irradiata è dannoso specie per i soggetti giovani, poiché le frequenze utilizzate nella telefonia mobile rientrano tra quelle ‘di risonanza’, per i corpi piccoli (i bambini, ma anche gli animali domestici), laddove il fattore di rischio è otto-dieci volte più alto. Una valutazione scientifica rigorosa deve sempre fare riferimento al peso corporeo (SAR): in generale, più basso è il peso, più elevato è l’assorbimento delle onde elettromagnetiche». La posizione degli ambientalisti in Valceresio è solo l’ultimo atto di un malessere in materia di emissioni elettromagnetiche che si sta vivendo un po’ in tutta la provincia. In questi giorni il Parco Campo dei Fiori sta cercando di farsi tramite per la realizzazione di un tavolo che riunisca gestori e rappresentanti delle amministrazioni locali per giungere ad una mediazione sulla vicenda. Anche in altre zone della provincia, come a Varese, ma anche ad Angera o Comerio sono diversi i comitati nati come funghi per opporsi alla posa di nuovi impianti di trasmissione per la banda larga.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2003
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