Una mostra in memoria di Roberto Franceschi

Trent'anni fa moriva ucciso da una pallottola sparata dalla polizia lo studente della Bocconi. Un ciclo di iniziative lo ricorda

Il trentesimo anniversario della morte di Roberto Franceschi, lo studente dell’Univerità Bocconi ucciso dalla polizia il 23 gennaio 1973, viene ricordato con una serie di iniziative (incontri, dibattiti, seminari, un concerto) la prima delle quali è la mostra fotografica "La memoria e l’emozione" che si inaugura lunedì 20 alle ore 18 e resterà aperta fino al 28 febbraio.

Nella consapevolezza che l’immagine degli anni Settanta può apparire sbiadita nella memoria di chi li visse ed è sicuramente nuova e sorprendente per quanti sono più giovani, si è voluto creare – attraverso la fotografia – un panorama della Milano di quegli anni il più possibile ricco e articolato per ritrovare volti, circostanze, luoghi, avvenimenti di un periodo cruciale, spesso difficile ma sempre estremamente vitale per una città che appariva allora come un luogo di profondi cambiamenti e come un laboratorio di idee cui tutti guardavano con grande interesse.

Curata da Roberto Mutti, la mostra intende ricostruire il clima culturale, sociale e politico della Milano del periodo 1970-1975 ed è costituita da un nucleo centrale di fotografie di due importanti esponenti del fotoreportage italiano, che hanno interpretato magistralmente quegli anni: Carla Cerati e Uliano Lucas testimoniano dall’interno le passioni, le speranze, le lotte ma anche le discussioni, gli incontri e altri aspetti legati al costume e alla vita quotidiana di quegli anni, mentre Enrico Cattaneo racconta dall’interno le inquietudini del mondo dell’arte.

Accanto a queste, altre immagini compaiono per aiutarci a ricostruire, attraverso una serie di tasselli, quegli avvenimenti che avrebbero poi costituito la complessità della storia di quel periodo. Grazie ai contributi fotografici dell’Agenzia Italia, dell’Ansa, di Giancarlo De Bellis del "l’Unità", di Mimmo Carulli, Giuseppe Colombo e Massimo Perrucci del "Corriere della Sera", possiamo ricostruire un essenziale quadro storico di quanto avveniva in Italia e nel mondo.

La conoscenza della storia e la memoria di quei tempi qui vogliono tuttavia apparire non come richiami sbiaditi, ma come elementi di una riflessione ancora attuale per quanti sanno che solo la consapevolezza del passato aiuta a dare un senso al presente e ad appropriarsi del futuro.

All’organizzazione della mostra, curata da Roberto Mutti e organizzata dall’Isu Bocconi in collaborazione con l’Università Bocconi e la Fondazione Roberto Franceschi, hanno contribuito Giovanna Chiti IF, De Stefanis srl, AceA, Accesso scrl, Ettore Colombo e Franco Malagutti, Mediatria.

Programma

Due concerti di musica classica, una mostra fotografica, una tavola rotonda per la presentazione del libro «Diritti a: "uso" e "consumo"» di Francesca Tuscano e Daniela Margheriti per celebrare l’anniversario dei trent’anni della morte del giovane.


Milano, 16 gennaio 2003
: sette virgola sessantacinque, un numero che resterà impresso per sempre nella memoria dell’Università Bocconi, nonché nel cuore della famiglia Franceschi. E’ il numero del proiettile che il 23 gennaio 1973 colpì Roberto Franceschi, lo studente Bocconi appena ventenne che stava partecipando a una manifestazione studentesca fuori dall’Università Bocconi.

A trent’anni da quella tragica morte, l’ISU (Istituto per il Diritto allo Studio Universitario) dell’Università Bocconi, in collaborazione con la Fondazione Roberto Franceschi, costituita nel 1995 dai genitori e dalla sorella di Roberto, organizza cinque appuntamenti che raccontano e descrivono la Milano dei primi anni Settanta, il movimento studentesco e l’inizio di una nuova era generazionale attraverso una mostra fotografica, una tavola rotonda, due concerti e un convegno che si svolgeranno in Bocconi dal 20 gennaio al 26 febbraio.

Lunedì 20 gennaio alle 18
, presso il Foyer dell’Ateneo, si inaugurerà la mostra intitolata "La memoria e l’emozione", curata da Roberto Mutti. L’esposizione ricostruisce, in 78 immagini, il clima culturale, sociale e politico milanese negli anni 1970-75. Le foto di Carla Cerati e Uliano Lucas raccontano in prima persona le passioni, le speranze, le lotte e le delusioni dei giovani del tempo.

Giovedì 23 gennaio
, giorno in cui Roberto Franceschi fu colpito da una pistola in dotazione alla Polizia, alle 20.30 in Aula Magna, sarà la volta di una serata – dibattito, dal titolo "Per Roberto: dalla memoria un progetto per il futuro", durante la quale interverranno Sergio Cofferati, presidente Fondazione Giuseppe De Vittorio, Valerio Onida, docente Università Statale di Milano, padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, Carlo Secchi, rettore Università Bocconi, Andrea Rossi, manager UNICEF Italy e le due autrice del libro che verrà presentato nel corso della stessa serata «Diritti a: "uso" e "consumo"», Francesca Tuscano e Daniela Margheriti.

Nel corso della tavola rotonda saranno anche consegnati a due laureandi Bocconi i premi di laurea "Roberto Franceschi". Le tesi premiate sono state scelte per l’analisi, la trattazione critica e propositiva di uno dei molteplici problemi del sottosviluppo, dell’emarginazione, delle nuove povertà a livello nazionale e internazionale. Quest’anno i premiati saranno: Angelo Mele con la tesi: "Segregazione razziale e spesa in istruzione pubblica: teoria ed evidenza empirica per gli Stati Uniti" e Tommaso Frattini con la tesi "Migrazione irregolare e accesso al welfare: il caso della sanità nell’area milanese".

Giovedì 30 gennaio alle ore 21
, in Aula Magna, si terrà un concerto di musica classica della pianista russa, Evgenia Rubinova, dedicato dall’ISU Bocconi e dalla Furcht pianoforti, a Roberto Franceschi, nel giorno esatto della sua morte.

Lunedì 3 febbraio alle ore 21
sarà la volta di una serata intitolata "Musica, cultura, memoria" con musiche di Gaetano Liguori e Ivan della Mea, due cantautori che hanno vissuto il movimento studentesco milanese e che iniziarono proprio in quegli anni a comporre una musica alternativa e di lotta sociale.

Mercoledì 26 febbraio
verrà organizzato un seminario di studio sull’informazione e la comunicazione dal titolo "Parole, immagini e byte – Le ragioni delle parole affondano nelle cose".
Sull’interrogativo se le nuove tecnologie della comunicazione veicolano solo l’informazione o trasformano la realtà sociale si confronteranno docenti, giornalisti e scrittori come Isabella D’Isola, Paolo Ferri, Edoardo Sanguineti, Raffaele Mantegazza, Carlo Devillanova, Carlo Formenti, Maurizio Chierici, Cristina Demaria e Piero Scaramucci.

"Volendo ricordare nostro figlio – spiega Lydia Franceschi – abbiamo organizzato anche altre iniziative, incontri nelle scuole medie, negli atenei milanesi, collaborazioni con istituzioni come l’UNICEF, Survival, il Comitato internazionale per i diritti per l’acqua. E ancora, la pubblicazione di due nuovi libri "Alla periferia del mondo. Il popolo degli zingari escluso dalla storia" e "Analisi di un processo: il cittadino e il potere" che si aggiungono ad altri 6 libri che abbiamo editato dal 1996, e alle 32 borse di studio alla memoria di Roberto che dal 1991 abbiamo destinato a studenti universitari che si sono distinti per particolari ricerche a sfondo sociale. Lo Stato, dopo anni, ci ha risarcito una parte del "danno", quella somma di denaro ci ha permesso di costituire la Fondazione con finalità di tutela dei diritti fondamentali mediante lo studio, la ricerca e la documentazione in campo storico, sociale, economico e politico, con particolare riguardo ai movimenti di emancipazione in senso democratico e antifascista. Non esiste moneta che possa risarcire il danno di una giovane vita perduta ma, in questi trent’anni, come famiglia prima e fondazione poi, contribuendo all’attività di giovani studiosi delle generazioni successive a quella di Roberto, abbiamo cercato di dare testimonianza dell’intelligenza riflessiva e fortemente morale che ha distino i sui brillanti studi stroncati, improvvisamente, da una pallottola 7,65".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2003
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