I Giovani alianti volano oltre la cattiva informazione

Gli studenti delle superiori si sono ritrovati al teatro Apollonio per confrontarsi sui risultati raggiunti sul tema "L'informazione come esercizio di cittadinanza"

Un’informazione libera esiste solo nella propria testa, quando diventiamo capaci di interpretare le notizie che riceviamo con spirito critico. Questo è il risultato finale a cui sono giunti quest’anno i "Giovani alianti" ragazzi delle scuole che hanno accettato di lavorare nel campo del volontariato.

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Al teatro Apollonio, non gremito come di consuetudine a causa delle vacanze carnevalesche, i gruppi di 7 scuole del territorio ( elementare Pascoli, scientifico Ferraris, Itis e Ipsia Varese, psicopedagogico Manzoni, istitudo Don Milani di Tradate, Itpa Casula) e l’istituto Tallini della provincia di Latina. Tanti contributi che hanno analizzato i differenti campi per giungere ad una valutazione precisa del mondo dell’informazione di oggi. Dai bambini dell’elementare Pascoli che hanno giudicato il mondo dalla scatola televisiva, ai ragazzi del Don Milani di Tradate, che hanno cantato una canzone di Laura Pausini dedicata al piccolo Abbas dodicenne mutilato dalla guerra, agli studenti dell’Itpa Casula che hanno analizzato, sotto la guida di Carmine Curci di Nigrizia e di Carlo Gubitosa di Peace Link,  l’attenzione dei media alle aree economicamente e politicamente irrilevanti, come la maggior parte del continente africano.

L’informazione distorta è stata al centro anche dell’esperienza dei ragazzi dell’Ipsia che sono andati in carcere per conoscere direttamente un mondo raccontato spesso con pregiudizio. In un filmato sono raccolte le testimonianze degli studenti prima e dopo la visita, oltre ai racconti di chi vive e opera in cella . Cinque minuti di filmato sulla giustizia riparativa che analizza come la conoscenza diretta porti a superare il pregiudizio e a favorire la solidarietà.

Ma chi ha sostenuto con più forza l’importanza dello spirito critico è stato il giornalista RAI Paolo Barnard secondo il quale l’informazione televisiva è pressocchè "spazzatura" troppo costretta da censure, imposizioni, direttive. «I giornalisti sono pigri, cialtroni e bugiardi. Non verificano e copiano dando per vero assoluto menzongne incredibili, arrivando persino a manipolare la realtà. Non potete essere soddisfatti da titoli quali "autorevole" "insigne", bisogna sempre pensare con la propria testa, cercare altre fonti di informazione. L’informazione è un’arma di potere: oggi si governa con la paura, paura dell’atomica, paura dell’aids, del terrorismo, dell’aviaria.
Iniziate subito: sicuramente oggi sbaglierete perchè le vostre informazioni sono poche, ma crescendo sbaglierete sempre meno e non vi lascerete imbrogliare facilmente».

Anche per il regista Giacomo Campiotti il ruolo dell’informazione è quello della consapevolezza: «I lavori che avete presentato oggi evidenziano la vostra crescita. Se imparerete a discernere, vi sarà più semplice capire chi siete e cosa volete e, soprattutto, imparerete a porvi in modo critico davanti alla realtà e contribuire a migliorarla».

Anche questo è volontariato: imparare a relazionarsi con gli altri e con il mondo senza pregiudizi o manipolazioni. Così i ragazzi dell’Ipsia che hanno vinto la loro paura del "diverso" detenuto, così i giovani dell’Itpa che oggi conoscono il dramma di milioni di persone vittime dell’indifferenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2006
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