Venti ore in coda per un lavoro regolare

Critiche alla legge italiana da parte di chi è in fila davanti all'ufficio di via Amerigo Vespucci, ma l'ordine regna sovrano

Venti ore di coda per essere finalmente regolari. Stanchi, ma determinati, i lavoratori stranieri in attesa di presentare i documenti contenuti nel kit per l’assunzione arrivano da ogni parte del mondo. Rumeni, moldavi, ucraini, salvadoregni, ecuadoriani, brasiliani, cubani, marocchini, senegalesi e tanti, tanti altri. Fanno ogni tipo di lavoro: tantissimi sono badanti e colf, molti anche nel settore dell’edilizia. Marian è rumeno, fa il floricoltore, ed è in Italia da tre anni con contratti stagionali rinnovati ogni nove mesi. Non è ancora riuscito a portare con sé la sua famiglia, moglie e figlia: «Ci ho provato altre due volte, ma niente. È una legge stupida, io ho reddito, casa e lavoro fisso, ma fino a che non mi assumono a tempo indeterminato non posso fare il ricongiungimento». Critica rispetto alla legge anche la signora Silvana, in coda davanti alle Poste di Gallarate: «Sono qui per la badante cubana di mia mamma – spiega -. Lavora con lei da anni, le diamo casa e lavoro, trovo assurdo che si debba fare code in questa maniera».

La fila si ingrossa col passare dei minuti. Arriva in bicicletta Isham, pakistano, a dare il cambio alla moglie, nelle prime posizioni della coda: i loro figli sono a casa, aspettano anche loro di essere regolarizzati. Lavorano in una ditta tessile e sono irregolari. C’è anche la lista con i posti assegnati: i primi sono una badante ucraina e un imprenditore edile italiano che vuole regolarizzare un suo dipendente albanese. Poi cinesi, peruviani, cingalesi. La notte è stata lunga e fredda. Gli uomini della protezione civile hanno aiutato gli stranieri in coda con tè caldo e acqua. Loro si sono attrezzati come hanno potuto: coperte, sedie, sacchi a pelo per combattere il freddo pungente. Habib, marocchino, è più o meno decimo. Aspetta fiducioso l’ora X, anche se per lui l’attesa notturna è stata pesante. L’ordine comunque è quasi perfetto: c’è addirittura chi esce per andare a bere un caffè al bar di fronte e rientra in coda senza nessun problema.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 marzo 2006
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