Aree dismesse, sono 109 in tutta la provincia

I dati censiti da Villa Recalcati. De Wolf: «Un accordo tra enti per trasformare il “problema” in opportunità per l’intera collettività»

«Il “rave – party” che si è svolto in più giorni nel week-end di Pasqua presso l’area della “Sogeiva” a Cairate da un lato ha fatto emergere la capacità reattiva dell’amministrazione e delle forze dell’ordine che hanno saputo gestire il non comune evento evitando riflessi negativi sull’ordine pubblico, dall’altro ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema delle aree industriali abbandonate che notoriamente vengono individuate quale luogo privilegiato per lo svolgimento di analoghe iniziative». Queste le considerazioni del vice presidente della Provincia di Varese Giorgio De Wolf che è intervenuto sulla questione.

 

«I profondi fenomeni di trasformazione delle attività economiche che hanno interessato anche la provincia di Varese negli anni trascorsi hanno “disteso” i propri effetti oltre i limiti della sfera economica e sociale andando ad incidere anche sulla struttura territoriale; la chiusura, il ridimensionamento ed il trasferimento in altre zone (spesso all’estero) di attività “storiche”, spesso catalizzatrici della forza lavoro di un esteso bacino gravitazionale, hanno dato luogo ad una ingente dismissione di aree a destinazione produttiva, aggiungendo così al rilevante problema sociale anche notevoli problemi urbanistici» – continua il numero due di Villa recalcati

 

In provincia di Varese il fenomeno delle aree industriali dismesse è rilevante: uno studio condotto proprio dalla Provincia nel 2005 ha censito un totale di 109 siti, per una superficie territoriale complessiva pari a 1.820.000 mq. Un quadro variegato composto soprattutto da siti di piccole dimensioni (sotto i 10.000 mq) diffusi in molti comuni della zona centrale e sud-orientale della provincia (centri in cui spesso questi impianti hanno costituito barriere tra le diverse parti della città ed il cui recupero potrebbe rappresentare un’importante occasione di ricucitura urbanistica) ma anche di aree di notevole dimensione.

 

«Particolare attenzione andrebbe proprio posta alle aree dismesse di maggiore consistenza, ove gli elementi di degrado che una parte di territorio abbandonata spesso genera, sono amplificati con riferimento non solo ai problemi ambientali, di bonifica di siti inquinati o di qualificazione urbana,  ma anche di sicurezza – conclude DE Wolf. I recenti fatti in Cairate dimostrano come il problema della sicurezza urbana  potrebbe trovare nei progetti di riconversione e riqualificazione, utili strumenti per supportare le attività specifiche di gestione del territorio sottraendo di fatto ampi spazi al possibile uso improprio e spesso illegale.

Purtroppo è proprio nei casi di maggiore dimensione delle aree, cui spesso si accompagnano elementi di criticità ambientale, che la complessità dell’intervento (e la consistenza degli investimenti) fa sì che il recupero esuli dai “naturali” (cioè governati direttamente dal mercato) processi di uso e riuso del territorio: in questo caso è necessario operare in un’ottica di governance ovvero di cooperazione tra gli attori pubblici e privati. Solo in questo modo sarà possibile attivare processi e progetti in grado di fatto di tramutare questi “problemi” in opportunità per l’intera collettività.

Oggi la Regione Lombardia, con la legge 1/2007 ha dotato i Comuni di maggiori possibilità d’azione per promuovere il riutilizzo delle aree, riconoscendo esplicitamente che il recupero delle aree dimesse è una attività di pubblica utilità e di interesse generale.

A livello provinciale, poi, è giusto pensare a forme di programmazione in grado di porre le basi per un’ottimizzazione delle risorse territoriali disponibili,  promuovendo, al contempo, obiettivi di riqualificazione ambientale. Lo stesso PTCP approvato mercoledì in Consiglio Provinciale si pone, tra gli altri, l’obiettivo di promuovere la qualità urbana e del sistema territoriale, con particolare attenzione al recupero degli elementi di criticità, in primo luogo delle aree dismesse, che, si ribadisce, opportunamente messe in gioco rappresentano occasioni territoriali importanti, sia in termini di risparmio di uso del suolo sia in ragione della collocazioni spesso strategica all’interno del tessuto urbano. Occasioni che si auspica possano essere colte da attori pubblici e privati attraverso le moderne forme di pianificazione, o meglio di governo del territorio, che la lr. 12/05 ha inaugurato ed il PTCP della provincia di VARESE punta a promuovere».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2007
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