È russa l’idea di un corso per i “nuovi cittadini”

Agnessa Dynsha, membro dell'Aist, parla di come è nata l'idea del "Corso di cittadinanza": 200 ore tra arte, letteratura e italiano burocratico

“Nuovi cittadini” si diventa: è questo l’obiettivo del “Corso di cittadinanza” organizzato  dall’Aist, associazione per l’innovazione e lo sviluppo transculturale in collaborazione con la Fondazione comunitaria del Varesotto onlus, Acli, Arci e il patrocinio della provincia di Varese.

L’idea di questo corso è nato dall’associazione Aist, un gruppo che raccoglie al suo interno persone giunte in Italia dalla Russia e paesi circostanti alla fine degli anni novanta e che da allora si impegna per aiutare coloro che, come loro, arrivano nel nostro paese ed affrontano «Una seconda nascita – spiega Agnessa Dynsha, membro dell’associazione -; per noi la cittadinanza deve essere vissuta come un dono, come un regalo prezioso, anche se è difficile arrivare qui e integrarsi con la cultura italiana, soprattutto per le persone già avanti con gli anni e che, non frequentando la scuola, non hanno la possibilità di conoscerla». Aist si occupa proprio di questo: supportare i russi, con il consenso del consolato, per visti e passaporti ed informazioni pratiche di ogni genere. Senza dimenticare però la cultura della terra d’origine, con corsi per bambini e gemellaggi tra alcuni istituti scolastici italiani e di San Pietroburgo, per promuovere lo scambio interculturale tra le due nazioni.

Nasce proprio da qui l’idea di questo corso, 200 ore di lezioni che spaziano dall’italiano burocratico ai fondamentali dell’arte italiana, per favorire l’integrazione di chi viene a vivere nel nostro Paese. «Cerchiamo di dare una visione generale della cultura italiana, senza però dimenticare la realtà pratica e in cosa consiste vivere da cittadini italiani». I partecipanti, che possono essere massimo 70 e si potranno iscrivere durante l’open day in programma il 20 ottobre a Villa Recalcati dalle 10 alle 19, affronteranno quattro tipi di percorsi molto diversi tra loro. 60 ore saranno dedicate all’italiano commerciale e burocratico: come si leggono i contratti, quali sono le frasi e le terminologie più utilizzate nel campo lavorativo; 60 saranno invece incentrate sulla cultura italiana. «Parleremo di arte, diritto, economia politica, storia e letteratura; vogliamo dare delle indicazioni, delle dritte per incuriosire gli stranieri, per fargli superare le barriere ed iniziare ad apprezzare la cultura del paese in cui vivono». Altre 60 ore sono invece dedicate ai laboratori, alla spiegazione pratica di cosa sono e come si compilano i documenti legati all’immigrazione e alla cittadinanza: permesso di soggiorno, ricongiungimento familiare, etc. Nelle ultime 20 ore entrano invece in gioco la polizia di stato, le municipali e le istituzioni: ci saranno infatti delle visite guidate alla provincia, in questura e al comune per vedere dove si deve andare per fare le pratiche o richiedere certi tipi di informazioni. Le lezioni si terranno nella sala conferenze municipale di Sesto Calende per un week end al mese a partire dal fine settimana del 17/18 novembre, mentre gli incontri del sabato mattino si svolgeranno in via Speri della Chiesa nella sede dell’Acli. Il costo totale del corso è di 400 euro, due euro all’ora, ma è possibile iscriversi anche ai singoli blocchi di lezioni. Un aiuto dall’Arci è venuto nella scelta dei docenti, persone che da tempo si occupano di integrazione e mediazione culturale e che metteranno a frutto le loro conoscenze in quest’esperienza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2007
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