Varese penalizzata dalla riforma Gelmini, colpa del tempo pieno

Più alunni e meno insegnanti: la scuola varesina ricomincia. La scarsa richiesta del tempo pieno all'origine del taglio di docenti. Un centinaio il numero di precari rimasto senza lavoro

Sarà un anno complesso ma non drammatico, di sacrifici e di discussioni. Gli studenti che torneranno o entreranno a scuola lunedì prossimo troveranno qualche novità: la provincia di Varese, nel processo di riorganizzazione, ha lasciato "sul campo" il 5,65% del proprio corpo insegnante, circa 586 posti a cui si aggiungono 40 cattedre per la disabilità e 158 tecnici, bidelli e amministrativi: « I tagli sono risultati, alla fine, meno drammatici grazie ai pensionamenti - commenta il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Claudio Merletti - Una volta coperte tutte le cattedre dovrebbero perdere il posto un centinaio di precari che lo scorso anno avevano avuto la cattedra annuale. Nessuno, viceversa, dei docenti in ruolo è stato tagliato. È chiaro che, in questo modo, si alza l’età media del corpo docente…»

La notizia, però, rimane negativa se si fa il raffronto con il dato lombardo e di alcune altre province: Varese ha registrato un taglio del 5,65% dei docenti, contro una media regionale del 4,35%, con punte minime come a Bergamo del 2,24%  ma anche più elevate come a Como (-5,91%).
Il dato appare ancora più inspiegabile se si guarda al dato degli studenti che, anche quest’anno, è in crescita (+1400 alunni) per un totale di 126.500 studenti : « In effetti la questione è delicata e l’affronteremo il prossimo 1 ottobre con il dirigente regionale che verrà a Varese – commenta Merletti – credo che spiegazione possa essere fatta guardando alla richiesta di tempo pieno fatta dai genitori. Le 40 ore sono state richieste veramente da poche scuole e ciò ha comportato una minor richiesta di personale». Una lettura che viene avvallata anche dal segretario provinciale della Flc Cgil  Raimondo Parisi secondo il quale i dirigenti delle primarie si sono impegnati più a sostenere le 30 ore settimanali che il tempo pieno.

Qualche problema si registra anche sul fronte del sostegno alla disabilità: nella nostra provincia, il rapporto insegnante docente è tra i più elevati, la media è di 2,54 studenti per professore, contro i 2,24 della regione. Una carenza che il dirigente Merletti quantifica in circa una quarantina di figure.
Più bassi degli standard OCSE, ma più elevati del modello lombardo, sono la media di studenti per classe che è di 21,77 ( contro il 21,47 regionale) e il rapporto studenti docenti che è di uno per 21,40 ragazzi ( 21,15 in Lombardia).

Guardando tra i diversi livelli: a rimetterci di più è stata la secondaria di primo grado, meglio conosciuta come  scuola media, che ha perso il 14,24% dei suoi docenti nonostante un aumento della popolazione del 2,23%. Il rapporto studenti per classe, però, subisce una lieve variazione attestandosi al 21,30 di media con un rapporto alunno-docente di 11,7.

Le classi più popolose si registrano alle superiori, che hanno subito un taglio di19 classi. La media provinciale è di 23,60 studenti per classe ( alle elementari è di 19,64). Spetta, invece, alle elementari il primato del rapporto studenti maestre che è di 12,07.

In controtendenza, rispetto ai tagli generalizzati, è la materna statale ( a cui non appartengono le tantissime realtà paritarie a cui sono iscritti 7 bimbi su 10): qui sono aumentati gli insegnanti (+8) anche se il rapporto maestra bambini rimane comunque elevato: 25,29.

Una scuola ridotta all’osso, come lamentano i sindacati, che dovrà subito fare i conti con le presenze alla mensa, o le sostituzioni per malattie. Proprio per  risolvere questi problemi potranno intervenire i docenti che beneficeranno dell’intesa Formigoni-Gelmini e per i quali la Regione si sta già muovendo a livello locale per avviare subito l’inserimento di queste figure di supporto.
Intanto prosegue a livello territoriale il piano di riorganizzazione delle scuole: « Dopo la decisione di Varese e quella di Gallarate, stiamo definendo il prospetto provinciale – spiega Merletti – abbiamo già incontrato tutti i sindaci e con loro stiamo discutendo. In tutto dovrebbe chiudere una decina di scuole».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 settembre 2009
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