Una tesi sui laghi alpini premiata dal CAI

Antonio Pistocchi ha ottenuto il premio bandito dal Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Insubria su fondi erogati dal Club Alpino Italiano sede di Varese

Da Peschiera alle Montagne della val Pusteria
Da Peschiera alle Montagne della val Pusteria

Con una tesi sui laghi alpini, Antonio Pistocchi, comasco, 29 anni, ha vinto il premio di laurea in “Storia della montagna” bandito dal Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Università degli Studi dell’Insubria su fondi erogati dal Club Alpino Italiano sede di Varese (CAI Varese).

Il dottor Pistocchi si è laureato in Scienze dell’ambiente e della natura a Como il 23 marzo scorso con una tesi dal titolo “Evoluzione a lungo termine dell’idrochimica di laghi alpini d’alta quota in relazione a fattori meteo-climatici”, relatore professoressa Roberta Bettinetti e correlatore dottoressa Michela Rogora del CNR ISE di Verbania Pallanza.

«I laghi alpini rappresentano degli ottimi laboratori naturali di ricerca per lo studio degli ecosistemi montani, particolarmente adatti per lo sviluppo di ricerche ecologiche di base e di monitoraggio degli effetti delle pressioni antropiche diffuse e dei cambiamenti globali sulla qualità delle acque e sulla biodiversità. I laghi alpini d’alta quota si trovano generalmente in aree scarsamente popolate e contraddistinte da spiccata naturalità, inoltre hanno dimensioni sono ridotte» si legge nell’elaborato .

dr Pistocchi«Per via delle loro caratteristiche, i laghi d’alta quota sono considerati tra gli ecosistemi acquatici più sensibili alle variazioni climatiche e costituiscono siti ideali per lo studio dei loro effetti sulle caratteristiche chimiche delle acque e sulle comunità biotiche. Inoltre negli ultimi decenni, con lo sviluppo delle ricerche relative alla studio della distribuzione su scala globale dei contaminanti organici e inorganici verso le zone più fredde del pianeta (“effetto cavalletta”) è anche emerso il loro ruolo quali siti di accumulo dei contaminanti, anche a seguito del riscaldamento climatico; di conseguenza, essi stessi possono rappresentare una ulteriore sorgente secondaria di contaminazione per ecosistemi posti a quote inferiori, quali corsi d’acqua e laghi subalpini, con implicazioni importanti per la qualità delle acque ed il loro utilizzo».

Il lavoro di tesi è stato dedicato all’analisi di dati chimici e chimico-fisici di quattro laghi alpini d’alta quota, i Laghi Paione Inferiore e Superiore, situati in Val Bognanco, e i Laghi Boden Inferiore e Superiore, in Val Formazza, entrambe valli tributarie della Val d’Ossola (Alpi Centrali). Questi laghi sono oggetto di studio continuativo da parte del CNR Istituto per lo Studio degli Ecosistemi di Verbania Pallanza dalla fine degli anni ’70. In particolare, sono stati studiati nel contesto di alcuni progetti UE, in cui vengono utilizzati, insieme ad altri ambienti remoti, quali indicatori di variazioni nella deposizione di inquinanti dall’atmosfera o del clima.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 10 maggio nell’Aula magna di via Dunant a Varese, la tesi sarà presentata in un incontro aperto al pubblico. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2017
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