Manifestanti varesini bloccati e perquisiti alla frontiera
"Siamo stati spogliati, minacciati ed espulsi"
Riceviamo e pubblichiamo
Una delegazione composta da cinque attivisti
del Kanile di Cassano Magnago si è diretta alla volta della confederazione elvetica per partecipare al controvertice promosso dai movimenti antagonisti al w.e.f. di Davos.
Giunta alla frontiera di Saltrio (va) è stata prima bloccata dai
doganieri italiani. Dopo un’accurata perquisizione, ha proseguito verso l’ingresso svizzero; contrariamente al comportamento della finanza italiana, quello
dei funzionari di dogana elvetici è stato intollerante ed esagerato nei confronti dei cinque.
In pochi minuti è mutato completamente lo scenario e da situazione di normale controllo doganale è diventata pesante occasione di repressione e intimidazione della polizia svizzera.
Le cinque persone sono state sottoposte a: smontaggio dell’autovettura; accurata ispezione del mezzo; minuzioso controllo dei bagagli lasciati in stato disastroso e confusionario all’interno del veicolo; spogliarello integrale imposto e non gradito; inutile attesa al freddo e al gelo nella disinformazione più totale; impossibilità di comunicare con altri; insulti e minacce ingiustificate; rilascio del decreto di espulsione a carico di uno dei ragazzi e diffida per tutti gli altri con notifica alle altre dogane elvetiche dei nominativi e della targa del mezzo.
Dopo tre ore inutili, la spedizione è stata informata dell’impossibilità di accedere in svizzera fino al 31 c.m. senza motivazione effettiva ma a scopo puramente "preventivo(?!)"
E’ apparso chiaro sin da subito che qualsiasi fosse stato l’esito delle perquisizioni l’auto non sarebbe mai passata e men che meno gli attivisti vista la volontà politica del governo di berna di impedire con tutti i mezzi qualsiasi forma di dissenso.
A quel punto la delegazione si è diretta al valico di ponte chiasso dove si è unita e ha partecipato alle azioni messe in atto dagli altri dimostranti respinti alle frontiere.
Con questo atto di prepotenza e prevaricazione dei diritti democratici e della libertà di espressione si è confermato il vero volto dei globalizzatori dell’economia mondiale in accordo con i governi e le polizie delle potenze capitalistiche.
E’ una vergogna che l’imposizione dittatoriale del pensiero unico neoliberista calpesti i diritti degli esseri umani e dell’ambiente naturale. Ribadiamo che la repressione non ci fermerà e confermiamo sin da ora la nostra presenza in tutti quei luoghi che verranno messi a disposizione dei padroni del mondo.
CONTRO IL CAPITALE LA RESISTENZA E’ GLOBALE.
Circolo autogestito il Kanile
kanile@freemail.it
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