Una pecora con 5 zampe? No, solo un pezzo per riempire uno spazio vuoto

Lo scultore Floriano Bodini replica agli attacchi dall'opuscolo edito dall'associazione "Pro fide catholica et caritate"

«Di fronte a certe stupidaggini non ho neanche voglia di replicare». È questa la secca reazione dello scultore varesino Floriano Bodini, autore della statua di Paolo VI a Sacro Monte, in questi giorno al centro di non poche polemiche.

L’artista, che da molti anni lavora a Milano, realizzò il monumento in bronzo nel 1986 e in una recente intervista rilasciata al nostro quotidiano la spiegava così:
«Il lavoro è legato a quello che è il Sacro Monte, un luogo di riflessione e di preghiera. Quando Don Macchi mi chiese di fare la scultura del Papa tra l’ultima cappella e il Santuario, cercai insieme a lui il luogo e la situazione più adatti dove collocarla e lo trovammo nella piazzetta. Cercavamo un luogo raccolto che non fosse troppo monumentale e decidemmo, infatti di non porre la statua al centro ma vicino alla scala per darle maggiore intimità. Decisi di usare il bronzo perché ho creduto che né il marmo, né altri materiali fossero adatti. Ho cercato di adattarmi alla realtà del Sacro Monte facendo un’opera comprensibile a tutti e che fosse vicino ad una narrazione (come sono tutte le Cappelle del percorso). La statua è ricca di simboli: Paolo VI con una mano ammonisce e con l’altra accoglie, il grande manto che scende fino a terra ricorda il sudario, le pecore sono un po’ smarrite ed una madre protegge il suo agnellino, la tazza rovesciata ricorda la fame nel mondo, il teschio rimanda alla morte che nelle meditazioni di questo Papa ricorre spesso, infine il mazzo di fiori è un omaggio di un fedele verso questo grande personaggio».

Niente a che fare dunque con le accuse mosse dall’associazione tradizionalista "Pro fide catholica et caritate" che ritrova nella simbologia del monumento chiari riferimenti massonici.
Ma come mai una pecora con cinque zampe chiediamo all’artista? «È stata una scelta legata alla struttura dell’opera. Non è stata aggiunta una gamba, ma solo un pezzo per riempire uno spazio vuoto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2001
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