Quella “Madonnina del Ferruzzi”…
Incuriositi da un affresco presente in una cappelletta, la ricostruzione della storia di un dipinto che ha fatto il giro del mondo
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Il volto di una giovane donna che guarda verso l’alto, il corpo avvolto da una mantella blu con in grembo il Bambino che dorme. Una descrizione come tante, nell’iconografia pittorica religiosa ma che ha incuriosito i ragazzi e gli insegnanti della scuola media Fermi durante la preparazione del libro su cui compaiono diversi affreschi delle cappelle di Cunardo. Una curiosità che non si è fermata alla firma dell’esecutore, Vittorio Boninsegna, un pittore di Marchirolo che nel 1950 riprodusse l’immagine sul muro, ma è andata oltre, nell’intento di certificare l’origine dell’opera. Quindi nel 2000 una lettera al settimanale "Famiglia Cristiana" che, pubblicandola, ha dato modo ai numerosi lettori della rivista di scrivere per mettersi in contatto con la scuola; risultato: nel giro di un anno centinaia di lettere ricevute da tutt’Italia e indirizzate all’istituto Fermi di Cunardo, così da permettere ai ragazzi la ricostruzione della vicenda racchiusa dietro il dipinto originale. E’ così venuta alla luce la singolare e commuovente storia del dipinto, una tela eseguita dal pittore dalmata Roberto Ferruzzi che la eseguì a Luvigliano, sui Colli Euganei, e grazie alla quale vinse la seconda Biennale di Venezia nel 1897; il dipinto raffigurava i lineamenti dolcissimi di un’adolescente, Angelina Cian, la quale teneva in braccio suo fratello di pochi mesi. Ma il dipinto, come si è detto, racchiudeva una storia che è tornata alla luce una ventina d’anni fa. Una suora di origini statunitensi ma cittadina canadese giunse infatti in Italia nel 1984 per cercare i suoi antenati italiani, essendo rimasta orfana in tenera età da genitori di origini venete. Dopo diverse ricerche la religiosa giunse a Luvignano, ritrovando ancora in vita due zie ultra ottantenni dalle quali apprese che il volto di quella che oramai per fama mondiale era divenuta la "Madonnina", altri non era che il viso di sua madre, emigrata in America per cercar fortuna nel 1906. La storia è raccolta in un’appendice del libro "Su e giù per Cunardo". |
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