La Merone incassa il no del Tar ma non si arrende
Carenza istruttoria e assenza di valutazione di impatto ambientale: così il tribunale amministrativo ha annullato la delibera regionale per l'utilizzo di combustibili alternativi. La Merone: "valuteremo come portare avanti le nostre richieste"
| Ha avuto un anno di vita. La delibera regionale che avrebbe consentito alla cementeria Merone di Ternate di utilizzare combustibili alternativi era stata pubblicata sul Burl il quattro luglio dell’anno scorso. La sentenza del Tar emessa nei giorni scorsi ha predisposto l’annullamento della delibera regionale e bloccato dunque il procedimento che avrebbe portato lo stabilimento ternatese ad utilizzare combustibili non tradizionali. Hanno vinto quindi i cittadini, il Consorzio del lago di Monate, il coordinamento dei comuni e le associazioni ambientaliste. Mancanza della valutazione di impatto ambientale e carenza istruttoria nella Conferenza dei servizi. In pratica la giunta regionale è arrivata ad approvare il provvedimento prima che la conferenza dei servizi avesse emesso le sue conclusioni.
Questo hanno potuto leggere sulla sentenza i ricorrenti al tribunale amministrativo regionale. Due erano stati i ricorso presentati nei mesi scorsi: quello dei cittadini residenti nelle immediate vicinanze dello stabilimenti e quello del Consorzio, supportato dall’intervento di otto comuni limitrofi a Ternate. Dall’altra parte diversi i soggetti i causa: la regione Lombardia, la Merone, l’Eurofuels, l’azienda per il 51% di proprietà dell’azienda comasca e fornitrici dei rifiuti tossico-nocivi, e il comune di Ternate per avere espresso il suo parere favorevole alla delibera. Sono quindi bloccate le operazioni per la realizzazione dell’impianto per la messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da sostanze organiche a base di solventi non clorurati e l’autorizzazione all’utilizzo degli stessi come combustibile non convenzionale presso il forno della cementeria. La delibera regionale aveva dato l’ok per l’avvio dell’impianto dal marzo di quest’anno. In questi mesi alla Merone sono partite tutte le procedure di avvio: test e formazione del personale. Procedure ancora oggi non concluse "L’impianto era ancora nelle fasi preliminari e le fasi tecnico esecutive non era state completate" ha detto l’ingegnere Antonio Casalino, direttore della sede ternatese. Ma la Merone non si tira indietro. Il suo obiettivo è quello di usare questi combustibile e la sentenza del Tar rappresenta uno stop momentaneo. "La Merone è convinta di avere fatto delle richieste suffragate da basi scientifiche – ha spiegato Francesco Dal Fara, responsabile della comunicazione – ora valuteremo nelle sedi opportune come portare avanti le nostre richieste". "L’utilizzo di solventi è già una realtà, in base a quello che ci viene richiesto faremo il possibile e fattibile per proseguire nel nostro obiettivo che è l’utilizzo dei combustibili alternativi". |
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