Tratto da "Filodiretto" Periodico d’informazione dell’ASL della Provincia di Varese
La condizione di inguaribilità e la prognosi infausta, proprie del malato oncologico in fase terminale, determinano il progressivo abbandono dell’obiettivo di guarigione, per lasciare spazio al prendersi cura dell’individuo, garantendo accettabili condizioni di vita ed il mantenimento della dignità personale. È doveroso, quindi, passare da una "logica quantitativa" dell’intervento clinico, teso a prolungare l’esistenza, a una "logica qualitativa" dove lo scopo è quello di garantire al malato un’adeguata qualità di vita, tenendo presente le implicazioni umane, psicologiche e sociali del malato e della famiglia. Nell’ottica di una vera attenzione alla persona è di fondamentale importanza la scelta del luogo di cura; poiché la casa costituisce il contenitore "naturale" della vita di un individuo, la scelta del domicilio quale luogo di cura risulta la più appropriata: la globalità delle cure prestate nell’assistenza domiciliare al paziente oncologico terminale impone una multidisciplinalità degli interventi che può essere garantita da un’equipe multiprofessionale. Questi principi cardine del Movimento cure palliative, sono stati fatti propri dalla fondazione "Lidia Paiusco Introini" con sede a Samarate, dal Distretto Socio Sanitario di Gallarate dell’ASL di Varese, dalla sezione varesina della LILCT e dal comune di Samarate. È dal febbraio ’99 che gli enti sopracitati hanno avviato un progetto sperimentale di assistenza domiciliare rivolto ai pazienti oncologici terminali e ai loro famigliari residenti a Samarate: il progetto C.A.M.O. Recentemente il Direttore Generale dell’ASL ha proceduto alla firma del protocollo d’intesa con i tre enti collaboranti. L’obiettivo primario è di garantire un’adeguata qualità della vita, prestando tutte le cure necessarie ad alleviare la sofferenza fisica, psichica e sociale del malato e della famiglia. L’equipe del C.A.M.O. è così composta: medico palliatore, con valida formazione professionale in cure palliative; medico del distretto che coordina gli interventi sanitari di competenza distrettuale; infermiera, proveniente dal servizio ADI del distretto di Gallarate. È il maggior riferimento per la famiglia e il malato, offre prestazioni infermieristiche con frequenti accessi a domicilio; assistente sociale, dipendente dal comune di Samarate; oltre a svolgere un importante ruolo nella presa in carico ha la facoltà di attivare ulteriori servizi gestiti dal Comune; psicologo, formato ed esperto in cure palliative, svolge attività di coordinamento all’interno dell’equipe, agevola la lettura dei bisogni del malato e della famiglia, offre consulto ai famigliari nella fase del lutto; volontario, proveniente dalla LILCT, il suo ruolo è quello di supportare la famiglia spesso isolata: Nel clima di collaborazione con tale equipe, il medico di medicina generale è la figura di riferimento nel proporre i casi da seguire e nel fornire un quadro clinico e generale utile per la corretta impostazione ed attivazione degli interventi da parte dell’equipe del C.A.M.O. È in ipotesi l’ampliamento dell’esperienza al comune di Gallarate grazie all’intervento dei Lions Clubs di gallarate e di Arsago Seprio.
Carmelo Di Fazio responsabile Distretto Socio Sanitario di Gallarate
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