“Regolamentiamo i ripetitori in città”
Tullio Albizzati presenta in una mozione una possibile gestione dei ripetitori di telefonia mobile presenti in città: attualmente sul territorio sono già tre le antenne presenti
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La questione delle antenne per la telefonia mobile installate in città torna a farsi sentire: la discussione sarà promossa nel prossimo consiglio comunale, in programma venerdì 7, dal consigliere comunale di minoranza Tullio Albizzati. Il laburista ha infatti presentato una mozione avente come oggetto il controllo dei valori espositivi delle antenne per il servizio di telefonia cellulare installate sul territorio comunale.
Facendo un po’ di storia, la dislocazione dei ripetitori della telefonia mobile a Tradate, non è un argomento nuovo per il comune: la collocazione di un’antenna della Wind in città aveva già provocato le dimissioni del consigliere comunale Alfredo Visconti dal ruolo di membro della commissione territorio e ambiente. Ma la mozione di Albizzati non vuole essere solo una protesta, ma una proposta di regolamentazione della gestione delle stesse.
Per spiegare la nascita di questa proposta il consigliere fa riferimento sia all’articolo 8 del consiglio comunale, secondo cui il Sindaco, quale autorità sanitaria locale, deve assumere i provvedimenti necessari alla tutela della salute pubblica nonchè, riferendosi alle disposizioni del Dipartimento di Prevenzione della A.S.L. di Varese secondo cui queste antenne dovrebbero essere installate in aree con idonee protezioni e senza alcuna costruzione per un raggio di 200 metri, le costruzioni non devono assolutamente provocare danno alcuno al cittadino. A Tradate sono installate ben tre antenne che attualmente non rispettano tali suggerimenti.
Albizzati con la sua mozione propone quindi che le ditte proprietarie delle antenne presentino una relazione che attesti il rispetto delle normative a cui si fa riferimento e che l’amministrazione disponga degli immediati controlli per verificare la veridicità di tale relazione. In caso di non rispetto di queste norme, le ditte in questione dovranno provvedere alla disattivazione dell’impianto e allo smantellamento definitivo della struttura.
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