Alitalia approva il piano stop all’hub di Malpensa

Passa il riequilibrio dei voli tra Milano e Roma Fiumicino. Per lo scalo lombardo é un duro colpo

Via libera al piano di emergenza di Alitalia. Il cda, finito alle 21, ha votato il dossier di 100 pagine, meglio noto come piano industriale 2002-2006. Viene così sancita la redistribuzione dei voli tra Fiumicino e Malpensa. In soldoni, ciò significa un colpo duro al sistema aeroportuale hub della Lombardia. Gravissime le ripercussioni. La crisi internazionale rischia di lasciare sul campo grosse fette di occupazione. Il presidente della Regione Formigoni é oggi a Roma per discutere la situazione. I sindacati unitari rilanciano le preoccupazioni con un comunicato congiunto su base provinciale.

Cgil-Cisl-Uil. 
I segretari provinciali delle tre maggiori organizzazioni mettono l’accento sul calo occupazionale. "In questi giorni le compagnie aeree hanno inoltrato forti richieste di licenziamenti, la SEA ha comunicato di non poter confermare i 750 giovani assunti a tempo determinato (notizia anticipata da Varesenews due giorni fa, ndr), inoltre le aziende di catering hanno già avviato le procedure per cancellare circa 400 posti di lavoro". Di fronte a questo quadro i sindacati invitano a vigilare: "
E’ chiaro che il primo nostro compito è distinguere tra chi sta incontrando reali difficoltà per la contrazione che comunque è in atto e chi ha deciso di approffittare di tale situazione".
Ma Cgil-Cisl-Uil entrano anche nel merito del depotenziamento di Malpensa, sottolineando che la decisione di sviluppare l’hub milanese è stata presa nel quadro di strategie nazionali e internazionali e che, quindi, é "sorprendente dover discutere se può dipendere dalle scelte della compagnia di bandiera lo sviluppo economico del territorio".

Formigoni. 
Il presidente della Regione ha chiesto ieri che sia attribuito un "ruolo primario" a Malpensa, giudicando "inaccettabile (avevamo stretto un patto) e incomprensibile (si tratta di un suicidio aziendale)" la decisione di Alitalia di tornare a potenziare Fiumicino".
"Per questo chiederemo subito l’intervento del governo" ha aggiunto.  

La riunione di oggi del cda Alitalia. 
Il piano industriale 2000-2006 prevede una ricapitalizzazione di 3mila miliardi di lire (1,55 miliardi di euro). Un passaggio fondamentale, perché necessario a sostenere i 3,6 miliardi di euro (7mila miliardi di lire) di investimenti in cinque anni, che potrebbero scongiurare il ridimensionamento. Per il resto, il 2001 sarà segnato da una perdita gestionale di 250 milioni. Aumentano i prezzi dal 8 ottobre: 6 euro (11.617 lire) su ogni tratta. Nel 2003 il ritorno in attivo.

Più Fiumicino, meno Malpensa. 
Quali sono i motivi del riequilibrio tra i due hub? Secondo il quotidiano economico della confindustria, "Il sole 24ore",
Alitalia giustifica la correzione con i negativi risultati economici dell’assetto varato tre anni fa. La compagnia riferisce di "aspettative mancate" su Malpensa, anche per gli effetti del decreto Bersani bis, che ha redistribuito il traffico con Linate, un punto su cui, già a luglio, c’era stato uno scontro con Sea e Regione Lombardia. Ecco alcuni stralci riportati dal quotidiano milanese.

("Il posizionamento competitivo dell’hub di Malpensa rispetto ai principali hub europei risulta fortemente critico (…). Le difficoltà di avvio e di messa a regime dell’hub hanno contribuito ad aggravare ulteriormente questo importante differenziale competitivo di natura strutturale").

("Lo sviluppo dell’hub è stato inoltre negativamente condizionato dal continuo cambiamento dello scenario regolamentare dell’aeroporto di Linate, che ha consentito ai concorrenti europei di rafforzare la loro posizione nell’area milanese").

Secondo altre fonti, la decisione verrebbe in parte dalla situazione difficilissima che Alitalia si trova ad attraversare e alla necessità di abbattere alcuni costi, ma anche dall’alleanza siglata con Air France che – al di là delle rassicurazioni ufficiali sul ruolo strategico di Malpensa – spingerebbe per spostare parte del traffico aereo del Nord Italia oltreconfine, proprio a scapito dello scalo lombardo.

La subalternità di Malpensa. 
Da oggi al 2006, sarebbe scritto nel piano industriale, i voli intercontinentali a Fiumicino dovrebbero passare da 37 a 60, con una crescita del 62 per cento, mentre a Malpensa la crescita sarebbe da 102 a 127 voli, in aumento del 25 per cento. In pratica, mentre al momento lo scalo romano conta per un quarto circa del totale delle rotte intercontinentali, tra cinque anni peserà un terzo. Sempre secondo "Il sole24 ore", il vero smantellamento nel nuovo piano sarebbe quello della cosiddetta rete di "feederaggio", che doveva nutrire Malpensa dalla provincia italiana e dalla provincia europea. Alitalia, si dice nel piano, ha perdite elevatissime su queste rotte. I collegamenti dalla provincia italiana a Malpensa scenderanno quindi da 258 a 104 la settimana. Secondo il piano, nella rete globale dovrebbero aumentare i collegamenti diretti anziché attraverso hub. È probabile allora un potenziamento dei voli su Parigi, per sfruttare la possente rete intercontinentale di Air France. Così, Malpensa diventerebbe subalterna alle necessità di Alitalia, perdendo terreno rispetto a Parigi e Roma. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Ottobre 2001
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