Il lavoro, “la cruna dell’ago dei Ds”

L'avvio del secondo congresso provinciale caratterizzato dalla relazione di Marantelli e dagli interventi degli ospiti. Il segretario uscente nei saluti cita le organizzazioni sindacali e dimentica la Cgil

Quando Giovanni Taras ha preso la parola per dare inizio al secondo congresso provinciale dei Ds la sala di Villa Andrea era già stracolma di delegati. Un appuntamento importante per il maggior partito della sinistra uscito malconcio da tutte le ultime tornate elettorali. Soprattutto però un partito alla ricerca di una nuova e più definita identità. E se questo vale per ogni luogo d’Italia, a Varese assume ancora più significato. 
Frettolose e piuttosto sbrigative le analisi internazionali. Solo l’accenno ad Arafat, oltre la scontata solidarietà dopo il massacro delle due torri, è risultato un discorso da esponente del partito socialista europeo.  
Marantelli, segretario uscente, ha messo l’attenzione sullo stato di saluto del partito. Non ha nascosto, né minimizzato la sconfitta elettorale del 13 maggio. "Abbiamo passato un’estate non facile e abbiamo molto da fare". Marantelli viene da un lungo lavoro politico regionale perché è stato coordinatore della mozione di Fassino con cui aveva già lavorato fianco a fianco nella campagna elettorale per le politiche. A Varese questa tesi si presenta con un 76% dei consensi, contro il 23 di Berlinguer e l’1% di Morando. La relazione ha poi messo in evidenza quanto fatto dal governo del centrosinistra per il Varesotto e ha così lanciato una sfida al governo attuale e ai ministri varesini con in testa un "Maroni sempre pronto a lisciare il pelo di chi lo invita ai convegni". Ma il modello che spaventa il segretario è quello di Formigoni, "un modello bavarese" che parte da un blocco sociale moderato e conservatore che difende gli interessi dei ricchi, ma prende consensi anche tra i ceti deboli. Da qui Marantelli è passato a parlare di lavoro, delle nuove problematiche, della necessità di una diversa etica e politica del lavoro. 
Gaffe imperdonabile in questo passaggio del discorso il dimenticarsi della figura più significativa per vicinanza di militanza, la Cgil. Marantelli ha salutato Gianluigi Restelli e Marco Molteni, segretari di Cisl e Uil e si è dimenticato (forse) di Ivana Brunato, ma anche di altri personaggi di primo livello appartenenti alla segreteria regionale. Erano infatti in sala anche l’ex segretario della Camera del lavoro Sandro Zaccarelli e l’ex segretario regionale Mario Agostinelli. 
Marantelli è poi arrivato in fondo alla sua relazione incitando i suoi per rimettere tutte le forze nella passione politica per affrontare al meglio la prossima tornata elettorale delle amministrative.
Una relazione condizionata da tanti fattori, ma che ha fatto leva solo sulla forte passione che Marantelli ha cercato di trasmettere. Per il resto lui stesso ha detto che lasciava al nuovo segretario il compito di entrare nel merito delle questioni riguardanti il nuovo lavoro che aspetta al partito.

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Pubblicato il 26 Ottobre 2001
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