La velocità necessaria ai Ds

Il prossimo congresso sta aprendo già una buona discussione nel partito della sinistra

Riceviamo e pubblichiamo

Un mese e mezzo fa, rivedendoci dopo le vacanze, un amico mi ha informato che si avvicinava la data del congresso politico dei Democratici di Sinistra. La cosa non mi turbò più di tanto: pensavo alla solita rassegna istituzionale, con mozioni calate dall’alto, candidati agli organi di partito prestabiliti. Ma già dalle prime riunioni mi rendevo conto che le cose procedevano in maniera inusuale. C’erano ben tre candidati: Fassino, Berlinguer (Giovanni, non l’ex ministro della Pubblica Istruzione) e Morando. Gli schieramenti a sostegno di questi candidati poi: per Fassino la maggior parte dell’apparato del partito, per Berlinguer vari intellettuali sì, ma anche importanti esponenti del calibro di Salvi, Melandri, Folena. Allora il confronto a livello nazionale è reale. Ma la più grande sorpresa è stata a livello locale dove preliminarmente i garanti delle due aree: Giovanni Taras, ex Sindaco di Vergiate, e Renato Prestinoni, ex segretario del PDS, chiedono che all’inizio di ogni assemblea congressuale di base venga letto un documento che, nel rispetto delle differenti posizioni, richiama al comune sentire dell’essere militante di sinistra. Non una guerra per bande quindi e i dibattiti delle unità di base divengono tesi, interessanti particolarmente quelli frequentati da un buon numero di compagni.

Arriva il giorno in cui c’è il congresso dell’unità di base Belforte – Walter Marcobi, la mia unità di base, ed il compagno Manolo Marzaro, presentando la mozione Fassino, parla della velocità. Caspita, la teoria della relatività di Einstein, la velocità della luce: 3 per 10 alla ottava metri al secondo è uno dei capisaldi della mia formazione di fisico. E’ questa la velocità con cui si propagano i messaggi nel vuoto, attraverso i doppini telefonici o le fibre ottiche in cui scorrono i pacchetti di dati di Internet. Ma allora qui si parla di qualcosa che mi interessa, che è centrale nello sviluppo della civiltà umana.

Ci sono tanti interventi, il dibattito dura il sabato pomeriggio e la domenica mattina, alla fine si vota ed il risultato è sorprendente ed anche statisticamente improbabile: 20 per Fassino, 20 per Berlinguer. Una spaccatura verticale quindi? Niente affatto, martedì sera viene eletto segretario Rinaldo Calogero, unitariamente.

Si tratta ora di eleggere il segretario provinciale, il congresso si tiene venerdì 26 e sabato 27. La mozione Fassino è risultata maggioritaria, bene, è un risultato democraticamente conseguito ed il compagno Fassino, quando era segretario della federazione di Torino la luce l’accendeva quando entrava, perché era il primo ad arrivare e la spegneva quando andava via perché era l’ultimo ad uscire.

Tutto bene allora? No, purtroppo no, c’è un tuttavia, ad un certo punto delle fiabe che racconto a mio figlio Lorenzo c’è sempre un tuttavia ed è allora che la storia si complica, arriva un drago, un cattivo in genere.

Come verrà gestito il partito a livello locale ed a livello nazionale: sarà il partito del leader, oppure riuscirà a rappresentare una pluralità di sensibilità, a raccogliere il contributo d’intelligenza di molti. Portando un granello di sabbia ciascuno si muovono le montagne, un uomo solo, per quanto forte, una montagna non la smuove di un millimetro. Non basta un invito all’unità, alla coerenza di partito, si finisce per imporre il classico: "Non disturbate il conducente". Occorre quindi costruire metodi e procedure che permettano a tutti di partecipare, mettendo a frutto le disponibilità di tempo, lavoro e conoscenza di ciascuno. Questa è la sfida che ci attende.

Si potrebbe replicare che il mondo moderno richiede velocità e non vi è tempo per decisioni collegiali, ci vuole velocità.

Ecco il discorso sulla velocità che ritorna, banalizzando però si potrebbe ricordare lo slogan pubblicitario che diceva: "La velocità non è nulla senza controllo". Ma questo tipo di argomenti non mi è proprio, sono stufo che anche a sinistra si proceda per slogan. Preferisco ricordare Antonio Gramsci che scriveva che in un dibattito non è tanto importante chi interviene con le tue stesse idee ma colui che parla a contrasto perché è proprio con il confronto con chi la pensa diversamente da te che le tue idee possono crescere.

Nello stesso periodo in Europa avveniva un dibattito scientifico sulla meccanica quantistica ed Einstein rappresentava seri dubbi sulla correttezza di questa teoria: sbagliava. Ma è proprio controbattendo alle sue critiche che scienziati come Bohr, Schrodinger ed altri hanno prodotto quelle teorie che ora ci portano a far viaggiare le nostre idee alla velocità della luce.

Flavio Prata

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Pubblicato il 25 Ottobre 2001
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