«Cari comitati, non abbiamo tradito la battaglia contro l’inceneritore»

Una lunga lettera aperta di Renato Pagnan ai cittadini che si oppongono all'impianto di Caronno Corbellaro

Ho avuto modo più volte di leggere sulla stampa locale le sintesi delle Vostre posizioni, esplicitate nel corso di pubbliche assemblee (anche da Voi organizzate), circa l’impianto di compostaggio della frazione organica che il Sindaco di Cassano Magnago vuole realizzare.

Condividiamo con Voi la necessità di tali impianti, così come la battaglia che avete e state conducendo avverso l’impianto d’incenerimento che vorrebbero realizzare a Caronno Corbellaro.

L’invito è di "non abbassare la guardia".

La mia non è semplicemente un atto di condivisione ma il pensiero conseguente ad una "battaglia" direttamente condotta e sostenuta, come amministratore comunale, insieme al Comitato cassanese "Fermate l’inceneritore" negli anni 90-92 contro un impianto d’incenerimento per rifiuti ospedalieri da realizzarsi a Cassano Magnago imposto dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune (amministrazione precedente).

Due lunghi anni di battaglia condotti presidiando l’impianto 24 ore il giorno per oltre un anno.

Migliaia di persone si sono incontrate e conosciute, durante quei giorni e quelle notti di presidio, entro una "baracca" che ha assolto anche la funzione di centro d’incontro tra persone ed idee diverse e spesso anche contrapposte.

Nell’anno 1993 è stato eletto l’attuale Sindaco Uslenghi Domenico che, seppur cassanese d’origine, non ha mai partecipato attivamente a tale battaglia ed, in un’occasione, ha tentato di ostacolarla richiedendo la rimozione di un simbolo del Comitato posto, seppur su suolo pubblico, nelle vicinanze della sua abitazione. Una volta eletto ha provveduto a far demolire la "baracca/presidio" realizzata dai cassanesi appartenenti al Comitato "Fermate l’inceneritore".

Il Comitato cassanese è stato il primo, a livello provinciale, esempio per molti altri.

Siamo stati chiamati a raccontare, anche da vincitori, la nostra esperienza in molte località varesine e lombarde ove il problema si riproponeva.

La nostra esperienza è diventata un "faro" per molti altri al punto che tutti i Comitati, di carattere sovracomunale, nati successivamente ci hanno chiesto d’aderire.

Lei di questo fatto dovrebbe ricordarsene; quando il sottoscritto con Lei e a molti altri (Mara, Bersani, ecc…) hanno girato in lungo ed in largo l’intera provincia di Varese per organizzare e partecipare ad assemblee pubbliche finalizzate a raccogliere le osservazioni al Piano Provinciale Raccolta e Smaltimento Rifiuti.

Ora leggo e sento avanzare critiche contro quanti non vogliono che si realizzi l’impianto di compostaggio a Cassano Magnago.

Tutto è lecito anche se sarebbe opportuno, prima d’avanzare critiche, conoscere i fatti e rilevare che quanti sollevano quelle critiche sono, in larga misura, gli stessi che 10 anni fa hanno combattuto contro l’impianto d’incenerimento e, per quanto mi riguarda, anche quelli che hanno sostenuto con Lei la necessità di procedere all’approvazione di un Piano Provinciale, Raccolta e Smaltimento Rifiuti, ben diverso da quello approvato.

Ricordo che la versione originaria del Piano Provinciale proponeva il raggiungimento di percentuali di Raccolta differenziata ben inferiori a quelle che noi indicavamo; non conteneva l’ubicazione degli impianto di compostaggio per la frazione organica da realizzarsi, contrariamente a quanto da noi richiesto.

Il Piano Provinciale, Raccolta e Smaltimento Rifiuti, è stato approvato dalla stessa forza politica (Lega Nord) cui appartiene il Sindaco cassanese Domenico Uslenghi che oggi è tra i pochi sostenitori a Cassano Magnago, con Voi di Castiglione Olona, dell’impianto di compostaggio da realizzarsi sul nostro territorio (Cassano Magnago).

Questa lunga premessa per assicurarLe che quanti oggi non vogliono l’impianto di compostaggio di Cassano Magnago non sono aprioristicamente contro tali impianti (anzi li sostengono) o contro la raccolta differenziata (anzi sono quelli che l’hanno promossa e la fanno).

Allora cosa vogliono? Perché protestano?

Vogliono le stesse cose che volete Voi.

L’impianto di compostaggio, a Cassano Magnago, è stato concordato tra il Sindaco di Cassano Magnago, la Provincia di Varese e numerosi sindaci varesini.

Da tale scelta sono stati esclusi i cittadini cassanesi e, nella fase iniziale, anche tutti i consiglieri comunali di Cassano Magnago.

Pensate che la Vostra Amministrazione comunale possa o deva fare altrettanto?

Cosa ne pensate ora?

Il Sindaco di Cassano ha da un paio d’anni attivato un servizio di raccolta differenziata.

I dati forniti dallo stesso e dall’Azienda che gestisce tale servizio sono "esaltanti" ma, nello stesso tempo, fuorvianti rispetto alla realtà.

Non si dice, ad esempio, che i cittadini cassanesi (veri e forse unici protagonisti della raccolta differenziata) sono stati chiamati a pagare, contrariamente a quanto prescrive il Decreto Ronchi e a quanto abbiamo "predicato pubblicamente" anche io e Lei, oltre il doppio della tariffa vigente prima dell’istituzione di quella nuova stabilita anche conseguentemente l’avvio della raccolta differenziata. (Lei, tra l’altro, da quando è stato iscritto al ruolo dei contribuenti del Comune di Cassano Magnago avrebbe dovuto accorgersene.) A fronte di un consistente aumento della raccolta differenziata, contrariamente alla Legge, alle nostre convinzioni ed alla logica del "riutilizzo" in alternativa allo smaltimento a Cassano Magnago si è assistito ad un raddoppio della relativa tariffa.

Ma il ricorso alla raccolta "differenziata spinta", oltre ai benefici ambientali, non deve o doveva comportare anche dei benefici economici?

Il rifiuto differenziato non costituisce una "ricchezza" giacché riutilizzabile?

Io, e gli altri, la pensiamo ancora così anche se a Cassano, contrariamente a quanto avviene altrove, questo "teorema" è stato stravolto.

Da quando si è istituito il nuovo servizio di raccolta differenziata inoltre abbiamo assistito all’emigrazione dei rifiuti indifferenziati. Molti di questi (cosiddetti sacchi neri) sono quotidianamente depositati dentro e fuori i cassonetti per la raccolta dei rifiuti d’altri comuni confinanti se non, addirittura, abbandonati ai bordi delle strade o nei boschi.

Portando fuori comune i rifiuti indifferenziati la quantità complessiva dei rifiuti in genere (indifferenziati + differenziati) per Cassano Magnago diminuisce, mentre nel calcolo complessivo, cresce quella dei rifiuti differenziati e quindi la percentuale della raccolta differenziata stessa.

Il nostro comune è stato ripetutamente premiato da Legambiente quale comune riciclone senza che nessuno badasse agli aspetti sopra evidenziati i quali non garantiscono sicuramente una situazione normale ma, bensì, un’anomalia che va prima affrontata e poi risolta.

Ciò non avviene; perché? Una possibile risposta.

Questo, paradossalmente, è l’unico momento in cui coincidono l’interesse economico del cittadino cassanese con il ricorso alla "politica dell’immagine" (io sostengo senza sostanza) dell’Amministrazione comunale e del Suo Sindaco.

Il cittadino paga la sommatoria della quota fissa, della quota variabile e della sola dotazione minima annua dei sacchi che gli attribuisce e fornisce, per tramite dell’Azienda incaricata, il comune di Cassano Magnago. Quest’anno il costo unitario di ogni singolo sacco è superiore a lire 5.000.

Molti cittadini, sostenendo già una tariffa complessiva superiore al doppio di quanto pagavano nel 1997, nel tentativo di contenere le proprie spese risparmiano il costo dei sacchi che dovrebbero acquistare in aggiunta, una volta esaurita la dotazione minima stabilita dal comune, per smaltire gli eventuali rifiuti eccedenti che non possono essere ulteriormente differenziati abbandonandoli lungo le strade e nei boschi o facendoli "emigrare" in altri comuni. Non è da escludere che una parte di questi venga anche "dirottata" verso il Vostro Comune.

Di per contro l’Amministrazione comunale si vede aumentata la percentuale della raccolta differenziata in funzione del fatto che i rifiuti indifferenziati, non rientrando nel conteggio generale quelli abbandonati e/o "emigrati" in altri comuni, determinano una prevalenza quantitativa della raccolta differenziata su quell’indifferenziata. Banalmente, capovolgendo per ipotesi il concetto, se l’Amministrazione facesse pagare i sacchi e i contenitori per e della raccolta differenziata e non quindi quelli della raccolta indifferenziata probabilmente assisteremmo alla trasmigrazione ad all’abbandono dei rifiuti differenziabili e, se ciò avvenisse, all’abbassamento quantitativo e percentuale della raccolta differenziata.

E’ chiaro che l’Amministrazione, pur non introitando il costo dei sacchi in aggiunta alla dotazione minima, risparmi così il costo di smaltimento della discarica riducendo i propri costi ma mantenendo quasi inalterata l’entrata (soldi dei cittadini) che, nella quasi totalità, è determinata dalla quota fissa e da quella variabile (entrambi indipendenti dal numero di sacchi facenti parte della dotazione minima e/o acquistabili in aggiunta presso l’Azienda incaricata). E’ evidente che il costo dello smaltimento presso la discarica dei rifiuti, di cui sopra, rimane a carico dei comuni entro il quale gli stessi sono abbandonati. Nella sostanza: i cittadini gallaratesi (ad esempio) pagano in parte anche per i cittadini cassanesi.

Cosa ne pensate ora?

Io penso che il comportamento dei cittadini che si comportano in tal modo (coloro che abbandonano i rifiuti) non sia giustificabile anche se, unicamente da un punto di vista economico, è comprensibile; mentre quello dell’Amministrazione comunale, e del Suo Sindaco, che imperterriti non modificano le "regole del loro gioco" poiché funzionali ai loro risultati (molte entrate, percentuale raccolta differenziata elevata, premio di Legambiente, buon’immagine ambientalista finalizzata a ottenere le motivazioni per realizzare impianti per il trattamento rifiuti) non è nemmeno comprensibile.

Torno sui rifiuti abbandonati.

I cittadini che abbandonano i rifiuti, soprattutto quando li lasciano sui bordi delle strade o nei boschi, non sono giustificabili….. ecc… e ….quando a farlo è l’Azienda Speciale Servizi Comunale del Comune di Cassano Magnago, al quale è stato affidato il servizio d’Igiene Pubblica (ritiro e smaltimento rifiuti), ciò è lecito?

L’Amministrazione comunale, ed il Sindaco in testa, cosa dovrebbero fare?

Il caso non è ipotetico ma già accertato dagli organi giudiziari. A fianco dell’attuale piazzola per la raccolta differenziata dei rifiuti di Cassano Magnago, fuori del suo confine, in prossimità del Torrente Tenore ed in zona boscata, personale dell’Azienda titolare del servizio ha "scaricato" una notevole quantità di rifiuti (a prima vista rifiuti solidi urbani) per il quale si dovrebbe procedere alla valutazione quantitativa e qualitativa. Tale procedura deve essere attivata (così ha prescritto l’ARPA) dal Comune di Cassano. A distanza di mesi dalla notifica dell’ARPA il Comune di Cassano non ha proceduto ad iniziare la procedura, a denunciare i responsabili e ad assumere i provvedimenti conseguenti e necessari.

L’iniziativa della denuncia, del controllo, ecc…… è stata assunta da privati cittadini, oggi costituitosi in comitato contro l’impianto di compostaggio (viste anche le premesse), essendo il Comune e il Sindaco cassanese, profondo conoscitore della materia ed in quanto tale fortemente applaudito durante una Vostra assemblea pubblica tenutasi recentemente, impreparato ed all’oscuro della vicenda.

Cosa ne pensate ora? Ci spiace che il nostro Sindaco riesca a fare ottime figure quando esce dal perimetro comunale e appaia "squalificabile" quando si rivolge ai propri cittadini, il che avviene meno frequentemente di quanto fa con i cittadini di altre comunità.

A tale proposito (recente Vostra assemblea) ancora non comprendo come si possa rivolgersi ad un pubblico, che deve scegliere in autonomia, non presentando le diverse opinioni in campo e quindi prevedendo tra i relatori anche rappresentanti di quanti, pur sostenendo gli impianti di compostaggio, ritengono che quello a Cassano non si ha da fare.

Ma perché non si ha da fare?

Alcune motivazioni sono già state evidenziate quali la mancata partecipazione dei cittadini, l’esautorazione del Consiglio comunale, la mancata revisione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti, l’esosità delle tariffe praticate che non sarebbero significativamente contenute nemmeno con la realizzazione dell’impianto di compostaggio, la presenza di rifiuti (ex discarica) anche nel sottosuolo del terreno interessato dall’impianto, ecc….

Le più importanti e significative risultano però essere le seguenti:

1) il Comune di Cassano Magnago ed i cassanesi hanno già dato alla collettività in genere:

· all’Azienda che doveva realizzare l’impianto d’incenerimento dei rifiuti ospedalieri la possibilità di realizzare uno stoccaggio di rifiuti (di vario genere) della capacità complessiva di circa 50.000 ton/anno (in accordo con Provincia e Regione);

· ad una ditta privata (a cui risulta interessato direttamente un consigliere comunale leghista) l’autorizzazione a realizzare un impianto di trattamento delle ramaglie (senza consultare i cittadini ed informare il Consiglio comunale);

· la trasformazione della nostra piazzola per la raccolta di rifiuti in centro di raccolta anche per altri comuni (vedasi indicazione Piano Provinciale dei rifiuti);

· siamo stati per molti anni (anni 50 e 60) "la pattumiera" di molti comuni varesini; tanto che l’area ove è realizzata la piattaforma per la raccolta differenziata e quella sulla quale si vuole realizzare l’impianto di compostaggio sono completamente state riempite da rifiuti (trattasi di ex discarica) mai rimossi;

2) l’area su cui si vuole collocare l’impianto di compostaggio è definita dal Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.), approvato dall’Autorità di bacino del Po nell’anno 2001, come area di naturale di spagliamento del Torrente Tenore;

3) è previsto nella parte sud di Cassano Magnago, nelle immediate vicinanze del terreno su cui dovrebbe essere realizzato l’impianto di compostaggio, il passaggio del tracciato stradale denominato PEDEMONTANA il quale, di per sé, comporterà un aggravamento della situazione ambientale;

4) nella zona in questione, rione Boschirolo-Villa, si trova già la maggior concentrazione di industrie presenti a Cassano Magnago.

Cosa ne pensate ora? Circa l’affidabilità degli impianti non eccepiamo, nonostante alcune riserve, nulla.

Ci risulta alquanto strano però che, viste le garanzie che qualcuno vi ha dato e alla quale avete creduto, non siate Voi a farVi promotori di una iniziativa che induca a collocare, in alternativa, tale impianto nel vostro Comune in cambio, magari, anche del definitivo abbandono del progetto d’insediamento dell’impianto d’incenerimento caldeggiato soprattutto da esponenti leghisti.

Garantisco di non aver cambiato idea rispetto a quanto sostenevo con Lei alcuni anni fa; anzi mi si è rafforzata la convinzione che bisogna non solo pensare al "giardino del vicino" come possibile alternativa al proprio ma ……….. sinora tutti hanno guardato entro il nostro e noi, a questo punto, non abbiamo più un giardino ……… c’è rimasta un’ex discarica su cui costruire un impianto di compostaggio ………….. lasciatecela a futura memoria e monito per quanti riusciranno sopravvivere ai disastri ambientali che spesso, anche ingenuamente, permettiamo o lasciamo fare …. noi a Cassano ci siamo stufati dei rifiuti ed anche del Sindaco; se lo volete ve lo cediamo volentieri.

In ultimo sollecito incontri tra le amministrazioni comunali e i cittadini interessati dal cosiddetto Parco Nord entro il quale, noi di Cassano, avremmo pieno titolo ed ampie ragioni per farne parte (diversamente da quanto ne pensa il nostro Sindaco). E’ a Cassano, infatti, che i due Torrenti Rile e Tenore, dopo averne attraversato l’intero territorio, hanno il loro recapito finale il quale, anch’esso, non è un bel vedere.

Non mi dilungo ulteriormente ma, ringraziando dell’attenzione, ricordo che prima di attribuire meriti o demeriti bisogna sentire tutte le opinioni in campo; diversamente ci comporteremmo al pari di quanti abbiamo avversato, insieme, negli scorsi anni correndo il rischio, anche noi, di sbagliare.

 Renato Pagnan consigliere comunale Partito dei Comunisti Italiani Comune di Cassano Magnago

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Pubblicato il 07 Dicembre 2001
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