Fossa: «563 esuberi alla Sea, chiuderemo il Terminal 2»
Audizione del presidente Sea alla Commissione territorio del consiglio regionale
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Sicurezza e innovazione tecnologica, ma anche e soprattutto la difficile situazione occupazionale. Sono stati questi i temi che hanno tenuto banco ieri pomeriggio alla Commissione Territorio del Consiglio regionale, presieduta da Margherita Peroni (Forza Italia), nel corso di un’audizione del presidente di Sea Giorgio Fossa. Il presidente della società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate ha confermato per la prima volta le cifre degli esuberi previste: si parla di 563 posti di lavoro a rischio, che vanno ad aggiungersi ai 750 contratti a termine che Sea non ha confermato. Le cifre del calo dei passeggeri sono molto eloquenti: 29 per cento in meno a settembre (rispetto al 2000), meno 33 per cento a novembre. Il movimento di charter al terminal 2, un altro indicatore significativo, è scesa da 50 a 2 al giorno. Per questo, ha detto il presidente, «abbiamo deciso la chiusura a breve del terminal 2 per 18-24 mesi». Come se ne esce? Una soluzione parziale potrebbe venire dal governo. «Se venisse dichiarato lo stato di crisi del settore – ha aggiunto Fossa – potremmo applicare la cassa integrazione ed evitare di mandare a casa un sacco di gente. Oppure si possono utilizzare i fondi comunitari per corsi di riqualificazione». Duro il giudizio su Alitalia ed Enav. La compagnia di bandiera, a giudizio del numero uno di Sea, «è un ostacolo alla liberalizzazione e non accetta la concorrenza con le imprese straniere». Stessa dose di veleno nei confronti di Enav: «Hanno detto che metteranno in funzione il radar di terra entro a Linate entro un mese non ci scommetto un’unghia». La delicata questione occupazionale verrà discussa la settimana prossima con i rappresentanti sindacali. |
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