Accorpamenti, un altro passo in avanti
Varese – Il nuovo piano illustrato ieri alla consulta. Alessandra Bortolon: «Un progetto studiato nel dettaglio»
«A chi ci accusa di aver tracciato quattro righe sulla cartina di Varese e aver raggruppato a caso le scuole materne, elementari e medie sulla basi di chissà quali privilegi da accordare a questo o a quell’altro dirigente, rispondiamo soltanto che abbiamo fatto uno studio approfondito che ci ha fatto arrivare ad una determinazione: non esistono soluzioni diverse da quella che abbiamo proposto. E’ senza dubbio la più logica e la più sostenibile». Alessandra Bortolon, consigliere della Lega Nord e firmataria del nuovo progetto di accorpamento dei plessi scolastici, insieme a Fabio Binelli e Monica Zonca, va dritta per la sua strada.
La consulta di ieri (lunedì 11 febbraio), organizzata per illustrare nel dettaglio il piano ai dirigenti di tutti i circoli didattici, non ha portato modifiche sostanziali. Resta, come ha detto oggi l’assessore ai Servizi Educativi Paolo Baretti, il “nodo irrisolto” dell’autonomia concessa alla scuola media Dante; ma a questo proposito Alessandra Bortolon ha qualcosa da dire: «La verticalizzazione è un vantaggio o uno svantaggio? Siamo davvero certi che l’autonomia, nell’ottica dell’accorpamento di tutte le scuole del capoluogo, sia un vantaggio? Io non ne sono tanto certa.
Il fatto poi che i genitori premino, da anni, la Dante iscrivendo i figli lì, vuol dire che quella scuola offre qualcosa che altre non sono in grado di dare. Ad esempio la settimana corta: l’anno successivo all’introduzione in una prima della settimana corta, le prime classi diventarono tre, di 28 alunni ciascuna.
Forse sarebbe il caso che dirigenti e docenti si sedessero a un tavolo e cercassero di capire che cosa si può cambiare nelle altre scuole, che cosa davvero vogliono i genitori.
E’ solo un suggerimento: il Comune, in questi dettagli organizzativi, non può e non deve entrare ».
La questione sembra quindi destinata a chiudersi ma non senza strascichi e polemiche; la parola passa al Consiglio comunale che si riunirà il 18 febbraio e forse, quella sera, si metterà la parola fine al “caso -accorpamenti”.
«Fino ad oggi – conclude Alessandra Bortolon – abbiamo sentito solo l’opinione dei dirigenti, ci piacerebbe sapere che cosa ne pensano i genitori, i quali, è forse il caso di ribadirlo, non sono in alcun modo vincolati dalla verticalizzazione. Insomma, potranno iscrivere i loro figli dove credono. Dove pensano sia più comodo o dove credono ci sia l’offerta formativa migliore».
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