Rinasce l’archivio del Comune, scoperti documenti del 1558
I lavori di catalogazione sono durati oltre due anni e hanno permesso di portare alla luce scritti molto importanti per la storia della zona
Due anni di lavori nei sotterranei del Municipio per scoprire numerosi “tesori”, risalenti anche al 1558. Sono i tempi che hanno impiegato i responsabili della Caeb Scarl di Milano per rimettere in ordine tutto l’archivio storico civico della città di Saronno. I risultati di questi due anni di lavori sono stati presentati ieri sera, martedì 25 febbraio, di fronte al sindaco Pierluigi Gilli e a tutta la Giunta.
«La situazione che ci si era presentata all’inizio era di una serie di faldoni e cartacce, tutti disordinati – ha spiegato il responsabile Domenico Quartieri – Noi li abbiamo presi uno per uno, schedati, catalogati e rimessi in ordine in nuovi faldoni cercando di curarne il più possibile anche la conservazione». Ci sono voluti due anni per effettuare il lavoro di catalogazione di tutti i documenti. «Due anni che hanno anche portato alla scoperta di diversi documenti che non si pensava potessero ancora esistere». E così sono stati archiviati oltre 6 mila e 700 fascicoli divisi in tre parti: dalle origini al 1897 (anno in cui venne emessa la prima circolare ministeriale su come dovessero essere organizzati gli archivi comunali); dal 1897 al 1949, in fascicoli suddivisi per categorie; e dal 1949 al 1955, suddivisi per anno. Risultato del lavoro di archiviazione: una serie di volumi cartacei, un cd-rom, e una versione HTML del lavoro che probabilmente sarà messa sul sito del comune (ma solo la parte più vecchia per motivi di privacy).
Il documento più vecchio, ritrovato quasi per caso in un faldone, è del 1558 ed è una pergamena. «Già è raro trovare delle pergamene – ha illustrato Quartieri porgendo il foglio al sindaco – In più questo documento è un confesso, una ricevuta di pagamento in latino fatta con atto notarile, con il timbro unico del notaio». Altra particolarità storica dell’archivio saronnese, riguarda il fatto che «è la prima volta che troviamo documenti del cancelliere del censo napoleonico, ovvero delle carte in cui si diceva come si dovevano comportare i mediatori nel periodo napoleonico».
Molte le particolarità presentate al sindaco sui ritrovamenti effettuati: una cartina del Mercato Boario (mercato delle bestie chiuso intorno agli anni ’50) risalente al 1910; una causa legale datata 1671 del marchese Stampa Soncino contro la comunità di Saronno, allora guidata dal sindaco Antonio Fusi; un cartellone, datato 1902, della storica Festa del Trasporto.
Una nuova idea emersa già ieri, una volta archiviati tutti questi documenti, è quella di riuscire a ricostruire, grazie a questo nuovo patrimonio storico della città, i nomi di tutti i sindaci che si sono succeduti prima dell’unificazione d’Italia.
«L’archivio è comunque consultabile da parte di chiunque – ha spiegato la responsabile dell’ufficio Patrizia Renoldi – basta che i cittadini ne facciano richiesta. Ad esempio già in questi giorni un ragazzo sta effettuando uno studio per la laurea in cui si vuole capire come è cambiato negli anni il centro storico della città. Questo archivio è una grande fonte storica per tutta la zona».
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