Due anni di lavori per la casa di riposo

Iniziati in questi giorni i lavori, l’Asl ha presentato il progetto da 12 miliardi di lire: 90 posti e un reparto interamente dedicato alla cura dell’Alzahimer

Dopo anni di attesa sono finalmente iniziati i lavori per la costruzione della struttura protetta. La nuovissima e ultramoderna residenza socio-assistenziale per anziani non autosufficienti sta per essere costruita in via Monte Nevoso, proprio alle spalle dell’ospedale Galmarini. A presentare oggi, lunedì 18 marzo, il progetto e le finalità della struttura è stato proprio Giorgio Benedettini, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale, coadiuvato da tutto lo staff e dal sindaco di Tradate, Dario Galli. Da quasi vent’anni a Tradate si attendeva la costruzione sella struttura, molti anche i progetti che si sono susseguiti e le gare d’appalto andate a vuoto. La costruzione che ha avuto inizio in questi giorni la si deve soprattutto alla collaborazione che vi è stata tra l’Asl di Varese e l’amministrazione comunale tradatese. (al centro nella foto: Giorgio Benedettini)

Due anni di lavori, novanta posti letto e oltre cinque mila metri quadri distribuiti su quattro piani (di cui tre fuori terra) sono i principali numeri di questa struttura che costa oltre 12 miliardi di lire. Novità sostanziale introdotta dall’Asl di Varese è il fatto che per la prima volta in Lombardia, per gestire un costo di tale entità, è stata applicata la legge che prevede la concessione e la gestione ad una stessa azienda appaltatrice, in questo caso la “Unieco” di Reggio Emilia. Dei 12 miliardi di lire, solo sei infatti sono a carico della Regione, mentre il restante 50 per cento è a carico della Unieco che, secondo la convenzione, gestirà la struttura per 27 anni. 

La struttura protetta sarà molto innovativa anche per come è stata pensata e progettata; cinque nuclei da 18 posti, di cui uno interamente dedicato ai malati di Alzahimer; tre mila metri quadri di verde che comprendono mille metri quadrati destinati a “verde terapeutico”. Con questo termine si intende quello spazio all’aperto destinato ai malati di Alzahimer, ovvero un grande giardino dove vengono creati percorsi speciali che aiutino il malato nella propria cura. (nella foto il cantiere appena iniziato) 

«Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – ha sottolineato Benedettini – perché questo ha finalmente consentito di definire una questione aperta sul territorio da una quindicina d’anni, e di sfruttare i finanziamenti che la Regione ci aveva messo a disposizione e che sarebbero svaniti nel nulla se non avessimo affidato i lavori». «Già al mio insediamento nove anni fa – ricorda il sindaco Galli – la questione della struttura protetta era un argomento alquanto scottante per i continui ritardi. Con oggi si chiude un capitolo piuttosto sofferto per la storia tradatese». 


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Pubblicato il 18 Marzo 2002
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