Riciclaggio dei miliardi dei boss Torna in carcere Pozzi

Varese - Nuovo arresto per l'imprenditore che era stato liberato grazie alla legge sulle rogatorie

E’ tornato in carcere questa mattina Giovanni Pozzi, l’imprenditore di Brunello già arrestato nell’ottobre scorso con l’accusa di aver "ripulito" nelle banche svizzere ben 75 miliardi frutto degli affari illeciti di clan siciliani e calabresi. Pozzi era stato scarcerato dopo pochi giorni e il suo caso aveva fatto discutere: era stato il primo, infatti, a cui era stata applicata la nuova legge sulle rogatorie. La libertà dell’imprenditore non è però durata a lungo: la nuova ordinanza emessa dal gip Ottavio D’Agostino su richiesta del pubblico ministero Agostino Abate, da un lato sana le presunte irregolarità della precedente, dall’altro muove nuove contestazioni a Pozzi, sempre nell’ambito dell’accusa di riciclaggio. Il nucleo forte dell’accusa restano comunque i circa 75 miliardi che l’impreditore di Brunello avrebbe trasferito in Svizzera per conto del boss siciliano Alfonso Caruana o della famiglia calabrese Sergi. Compito di Pozzi era quello di depositare i soldi, 500 milioni alla volta, su conti di fiducia in banche di Lugano, convertire le lire in franchi e successivamente trasferirle di nuovo o in Italia o su conti oltreoceano (in Canada e in Venezuela in particolare) riconducibili ai boss. Ieri mattina assieme a Pozzi sono finite in carcere altre due persone: si tratta di Cristian Lospennato, pure di Brunello e Vittorio Gregis, cambista residente a Stabio. Entrambi avrebbero aiutato il principale imputato nelle operazioni di esportazione e cambio della valuta. Giovanni Pozzi è già stato interrogato questa mattina dal gip D’Agostino, alla presenza dei suoi difensori avvocati Paolo Bossi e Marco Lacchin: l’arrestato si è però avvalso della facoltà di non rispondere. Sulla libertà di Pozzi pendeva già però una forte ipoteca: la Corte di cassazione aveva già annullato il provvedimento di scarcerazione, chiedendo ai giudici che esso venisse meglio motivato. La legge sulle rogatorie, anche in quel caso aveva suscitato forti dubbi interpretativi.

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Pubblicato il 20 Marzo 2002
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