«Argini regolari, il problema è a valle»
Piero Marchelli, presidente dell’Iniziativa Varesina Ambiente SRL risponde alle accuse che vedono l’impianto di compostaggio al centro della polemica relativa all’esondazione del Boesio
| L’impianto di compostaggio è a norma e non sono stati edificati argini abusivi. E’ questo in estrema sintesi quanto afferma Piero Marchelli, presidente dell’Iniziativa Varesina Ambiente SRL, proprietaria dell’impianto di compostaggio che sorge alla "Breccia" di Gemonio. Venuto a conoscenza delle foto e della documentazione presentata da Federico Curti, proprietario del fondo attiguo l’impianto, Marchelli parla di "falsità". "Innanzitutto vorrei precisare che dai sopralluoghi effettuati dall’Arpa, dall’Asl, dal Genio Civile e pure dal Comune di Gemonio non è mai stata segnalata alcuna anomalia – afferma Marchelli. Questo è dimostrato dal numero di ricorsi al Tar che sono stati respinti dopo essere stati proposti in questi anni dallo stesso Curti. Inoltre non è possibile documentare ciò che è accaduto con le foto in questione: esse ritraggono sì del materiale organico, ma si tratta di cataste di fogliame e ramaglie che sono state accumulate nel perimetro e vi risiedono da un anno a mezzo: non si tratta assolutamente di materiale assimilabile al compost, che, lo ricordo, viene lavorato all’interno dei capannoni con procedure assolutamente sicure e pulite per l’ambiente". Anche per quanto riguarda gli argini, Marchelli fa sapere di essere del tutto in regola. "Nessun argine è stato edificato a spregio delle norme vigenti – continua l’ingegnere. A differenza di quanto affermato in questi giorni da alcuni amministratori locali, gli argini originari non sono stati toccati, ma in alcuni punti rinforzati con le debite autorizzazioni da parte del Genio Civile. Il punto critico di quel corso d’acqua non è da cercarsi qui ma dove gli argini sono più piccoli e insufficienti a contenere la portata d’acqua, ossia più a valle". La testimonianza di ciò, conclude Marchelli, è nei tempi dell’esondazione. "La parte bassa dell’impianto ha iniziato ad allagarsi parzialmente verso le 13 di venerdì 3 maggio. Poi via via l’acqua ha iniziato a salire fino al punto di massima, due ore dopo. Questa è la prova che l’intoppo del corso d’acqua è avvenuto a valle della struttura. Casomai è l’acqua che defluisce dal fondo del Curti ad essere stata la vera causa dell’allagamento dell’impianto". |
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