Immobile Ascom: «Il sindaco faccia revocare quella pratica»

La destinazione d'uso concessa in viale Lombardia verrà eliminata. Mucci: mi fido, è un'associazione seria

Finisce con una tiratina d’orecchi il caso Ascom. Quanto basta per dare soddisfazione alla maggioranza, senza provocare danni a nessuno. «Il cambio di destinazione d’uso fu concesso per realizzare la nuova sede dell’Ascom. Se l’associazione ha cambiato idea, cade anche il motivo di quel provvedimento». Con questa idea di fondo il centrodestra ha aperto e chiuso la controversa vicenda dell’immobile acquistato in viale Lombardia. 
La mozione della Cdl chiedeva al sindaco di accertare se il cartello vendesi comparso nei pressi dell’immobile si riferisse a una volontà dell’associazione di alienare il palazzo. Il sindaco Mucci ha ribadito in aula quanto i commercianti avevano già fatto sapere sulla stampa, e cioè che la possibilità di acquisire un immobile dietro l’attuale sede di via Vespucci aveva fatto optare l’associazione per quest’ultima soluzione. Il vicepresidente di Ascom Delio Riganti aveva dal conto suo sottolineato, nei giorni scorsi, che nessuna speculazione sarebbe stata portata a termine, prova ne era il fatto che la concessione con il comune non era stata mai firmata.
«Noi abbiamo voluto porre un problema amministrativo senza ulteriori polemiche» ha detto il capogruppo di Forza Italia Roberto Bosco . «Riteniamo di procedere nel senso di una revoca del cambiamento destinazione d’uso» gli ha fatto eco il sindaco, ribadendo che l’iniziativa della maggioranza ha voluto solo «tutelare gli amministratori che avevano votato quel provvedimento». 
La discussione ha poi preso una piega prettamente giuridica, quando il consigliere Andrea Buffoni ha posto dei dubbi sulla legittimità di una revoca unilaterale da parte dell’amministrazione comunale. Il segretario generale ha chiarito che sarebbe opportuno ricevere da Ascom esplicita richiesta di revoca della concessione; una volontà che secondo il sindaco emergerebbe già tra le righe della lettera da lui ricevuta nei giorni scorsi. In ogni caso Nicola Mucci è stato chiaro: «Mi fido di Ascom e della sua volontà di chiudere questa vicenda ribadendo la volontà di revoca del provvedimento». L’ordine del giorno votato impegna così il sindaco a proporre al più presto al consiglio comunale la revoca di quel cambiamento di destinazione d’uso. Il risultato del voto conferma le aspettative: 21 presenti, 18 favorevoli (tutta la Cdl tranne An che non era presente in aula, Lista Buffoni e Gruppo Misto), 3 astenuti (Centrosinistra).

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Pubblicato il 24 Luglio 2002
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