Mense scolastiche, si cambia
Cibi biologici, quattro mense in più e sei fasce nuove di zecca. Il prospetto delle quote per l'anno anno scolastico che sta per iniziare
Pane e frutta biologici, quattro nuove mense in città e una piccola rivoluzione nelle fasce per la definizione della quota mensile. Sono queste tutte le novità che si troveranno di fronte i genitori e gli alunni delle scuole di Busto Arsizio, illustrate dall’assessore alla cultura e alla pubblica istruzione Alberto Armiraglio. Il servizio partirà il ventitre settembre e le iscrizioni sono ancora in corso, ma secondo quelle che si possono definire pre-richieste, avanzate prima della pausa estiva, il servizio dovrebbe fornire 905 pasti per le scuole materne e 900 per le scuole dell’obbligo. Trecento in più rispetto all’anno scorso. Le mense infatti diventano nove. Si aggiungono quest’anno S.Anna, Pontida, Pascoli e De Amicis, dove sono in via di ultimazione i lavori di ristrutturazione dei locali e si attendono le necessarie verifiche dell’Azienda sanitaria locale. Ed è il motivo per cui il servizio qui partirà dopo il 23. Sei fasce nuove di zecca per le scuole materne. Quest’anno a determinare il costo della mensa a carico di ogni famiglia non sarà solo il reddito, ma anche la condizione patrimoniale. È stata l’introduzione, dovuta per legge, del parametro Isee (indicatore della situazione economica equivalente) a ridefinire nella sostanza la fascia di appartenenza. «Per evitare aumenti eccessivi abbiamo riparametrato le fasce sulla base delle indicazioni regionali e questo eviterà grosse variazioni – precisa l’assessore Armiraglio – come abbiamo verificato con le duecento domande pervenute prima di agosto non sembrano esserci grossi scostamenti». Con l’introduzione del nuovo parametro infatti sono in genere le fasce medie a balzare in quelle superiori e a pagare di più. Ma fino a questo momento l’introduzione del nuovo indicatore sembra avere suscitato più critiche per la numerosa documentazione da presentare. Anche se «non si tratta di nulla di trascendentale» afferma Armiraglio. Ma sarebbero in tanti a preferire la fascia più alta piuttosto che presentare i documenti necessari, come denunciano la Margherita e Rifondazione Comunista. Nelle scuole materne le fasce sono sei con le relative quote mensili fisse che vanno dai 14,71 euro per la fascia più bassa ai 79,27 per quella più alta, alle quali si aggiunge la quota per pasto pari a 1,91 euro. Sono previste delle agevolazioni per le famiglie bisognose, che saranno aiutate dal comune su indicazione dei Servizi sociali. Nel caso di più fratelli ci sono degli abbuoni così ripartiti: il fratello minore paga la quota per intero, il maggiore (o gemello) paga la metà. L’abbuono del 50% nel caso di più fratelli sarà applicato solo sulla quota fissa mensile. Ai bambini non residenti sarà applicata la quota massima e sono esclusi da ogni riduzione. Per le scuole dell’obbligo, elementari e medie, la quota non è determinata in base al reddito e al patrimonio. È uguale per tutti ed è pari a 3,51 euro al giorno. Anche in questo caso sono previste le agevolazioni per i non abbienti e gli abbuoni per i fratelli. Come si diceva in apertura, nei menù delle mense scolastiche e dei centri socio educativi ci saranno delle novità che riguardano alcuni cibi, come frutta e pane, che deriveranno da colture biologica. A studiare i nuovi menu è stato il tecnologo alimentare di cui si avvale l’assessorato. Prospetto delle quote
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