Revocata la variante di Prg dell’area Ascom
Centrosinistra e ViviGallarate lasciano l'aula. La Lista Buffoni vota contro
Il consiglio comunale ha approvato la revoca alla variante di Prg che cambiava destinazione d’uso all’immobile di proprietà Ascom in viale Lombardia. Il centrodestra ritiene chiusa la vicenda, anche se le opposizioni hanno sollevato dubbi sulla legittimità della procedura.
La revoca è arrivata in consiglio dopo che l’aula aveva dato mandato al sindaco Mucci di presentare un documento in tal senso, in accordo con l’associazione di via Vespucci. Ascom aveva infatti richiesto a marzo una procedura di urgenza per il cambio di destinazione d’uso di quell’immobile, salvo poi ricevere un’offerta migliore, che gli permette ora di collegare l’attuale sede con un immobile adiacente.
I commercianti avevano allora dato il via libera a un’alienazione del palazzo di viale Lombardia, specificando però che, non avendo firmato la convenzione, rinunciavano di fatto al cambio di destinazione.
La giunta comunale ha comunque voluto portare la vicenda in consiglio, lo scorso luglio, sottolineando che il cambio di destinazione d’uso era stato concesso unicamente per favorire il lavoro dell’associazione e si trovava pertanto in contrasto con l’eventuale utilizzo di altri privati.
Ieri sera il voto definitivo. Il centrosinistra non ha però condiviso la procedura, decidendo di uscire dall’aula, seguito da Claudio Bartoli (ViviGallarate). Laura Floris Martegani (Ulivo) ha gridato allo scandalo. Per l’ex candidato sindaco questa delibera costituisce un «grave precedente». Martegani ha avanzato «forti dubbi sulla legittimità di revoca di deliberazioni del consiglio comunale inerenti una variante urbanistica già pubblicata sul BURL e quindi a tutti gli effetti vigente. Viene da chiedersi – ha aggiunto – se la procedura corretta non debba prevedere una nuova adozione di variante, con il relativo periodo di presentazione delle osservazioni e la successiva approvazione».
Per Roberto Bosco (FI) il discorso di Laura Floris è una pura strumentalizzazione: «Abbiamo sospeso la seduta per chiarire la vicenda e abbiamo trovato una soluzione che riporta tutto alla situazione originaria. Il resto è una volgare speculazione politica».
Che la delibera possa però ripristinare la situazione amministrativa originaria non è certo. O almeno questo è ciò che ha sostenuto Andrea Buffoni, dell’omonimo gruppo. «Ribadisco quanto dissi già due medi fa – spiega – l’approvazione di revoca, senza una precisa richiesta dei commercianti, mi sembra che apra un problema di vuoto normativo. Quella rischia di rimanere una zona bianca». Opinione decisamente rifiutata dal sindaco che, dopo aver consultato gli uffici, ha chiesto al centrodestra di votare la revoca, assicurando che la procedura non verrà smentita dalla Regione.
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