La storia di ASPEM

Con deliberazione del Consiglio comunale di Varese il 1 gennaio 1960 prende avvio l'Azienda speciale municipalizzata

Con deliberazione del Consiglio comunale di Varese il1 gennaio 1960 prende avvio l’Azienda speciale municipalizzata che si occupa da subito del servizio di erogazione dell’acqua; dal gennaio 1963 del trasporto urbano che viene nell’estate del 1983 conferito alla costituita Azienda Varesina Trasporti; nel marzo 1964 viene deliberata l’assegnazione all’Aspem del servizio di nettezza urbana; nel dicembre del 1968, alla scadenza della concessione quarantennale alla Società varesina del gas, assume la gestione del servizio di distribuzione del gas, prima gas cosiddetto di città, quindi gas metano. 
In aderenza alle norme legislative tendenti alla privatizzazione delle società di servizi municipalizzate e al loro inserimento in una economia di mercato, Aspem è stata, con deliberazione del Consiglio Comunale di Varese del 05/10/1998, trasformata da Azienda Municipalizzata in Azienda Speciale ed è stata dotata di un nuovo statuto, quale passo transitorio verso la trasformazione entro due anni in società per azioni, con l’intero capitale a mani del Comune di Varese. 
Negli anni 80 Aspem promosse la costituzione di una società che si occupasse di cogenerazione e teleriscaldamento, anche tenendo conto di cospicui contributi governativi. Il controllo della iniziativa venne però avocato direttamente a sé dalla Amministrazione comunale, che costituì Varese Risorse soc. consortile p.a., una società mista con il 40% di capitale privato. Questa impresa nel periodo iniziale e per varie ragioni tecnico/economiche ebbe grosse perdite di modo che il Comune di Varese fece intervenire nella compagine societarie Aspem affinché si avvalesse delle sue disponibilità finanziarie per sottoscrivere il necessario aumento di capitale. Oggi Aspem possiede quindi il 51% di Varese Risorse s.p.a., società che appare funzioni con risultati soddisfacenti. Nel 2001, seguendo un diffuso indirizzo politico ed economico, la politica cittadina si pose il problema di una privatizzazione di Aspem, ormai trasformata in s.p.a., e concluse sull’opportunità di offrire un 40% del capitale della società mediante gara fra imprese o cordate di imprese che presentassero certe caratteristiche di dimensioni ed operative. Il prezzo minimo fissato per questo 40% fu di 65 miliardi di lire, ciò che corrispondeva a un valore complessivo (proporzione aritmetica, che prescinde da premi di maggioranza) di oltre 160 miliardi di lire. Alla fine restò in gara solo un concorrente costituito da una cordata fra ENEL s.p.a. e Econord s.p.a.; la Giunta annullò la gara avvalendosi di una clausola del bando che consentiva tale possibilità qualora restassero in gara meno di tre concorrenti. L’evento sollevò notevole scalpore. Tuttavia, a nostro avviso, non si ebbe una serena e documentata valutazione delle circostanze oggettive.

A cura di Aldea

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Pubblicato il 24 Ottobre 2002
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