Vigili dormiglioni, secondo Porfidio
Le presunte inadempienze sono in un video che il consigliere di An tiene nel cassetto. La giunta respinge le accuse e il suo partito si smarca dall'esponente politico
Vigili urbani che non fanno il loro dovere, a spasso nei bar o appisolati in macchina durante le ore di servizio. Succede a Busto Arsizio, secondo Audio Porfidio. Sono queste infatti le inefficienze che il consigliere comunale di maggioranza in quota An ha denunciato in questi giorni. E le prove delle presunte inadempienze a carico del corpo di polizia municipale starebbero in un video amatoriale che lo stesso Porfidio ha girato e che per il momento conserva gelosamente nel cassetto di casa. In attesa di «ricevere la giusta imbeccata per passare il tutto a Striscia la notizia» come fa sapere in una nota. Ma anche di comporre una denuncia fatta di nomi e cognomi da rivolgere alla magistratura.
Il caso sollevato dal consigliere sta producendo le sue conseguenze politiche. La rottura con la maggioranza con la quale si è presentato alle ultime elezioni amministrative, e accusata di lassismo si è consumata. Ma anche quella con il suo partito è cosa ormai fatta. Oggi in un nota Porfidio si è presentato come "indipendente" eletto nelle liste di An. Pur dichiarando la fedeltà alle linee generali del partito ha però aggiunto che «non mi sento assolutamente di seguire supinamente ciò che la sezione di Busto ed il suo presidente Mazzucchelli cercano di proporre o meglio di non proporre». Ma la sezione bustese di An non sta a guardare e nel consigliere ribelle vede già il nuovo gruppo misto in consiglio comunale. «Porfidio non rappresenta il nostro partito, da oggi egli rappresenta solo se stesso» ha infatti detto Alberto Cattaneo, responsabile politico a Busto Arsizio, nonché capogruppo di An in consiglio provinciale .
«Durante la campagna elettorale il mio partito ed io abbiamo insistito sul problema sicurezza – spiega Porfidio – promettendo agli elettori la soluzione di problemi vitali, sono ormai trascorsi mesi e i risultati stentano a vedersi».
Il coordinamento tra le forze dell’ordine, la mancanza di pianificazione nell’impiego della polizia municipale, il traffico davanti alle scuole e la mancanza di sorveglianza e segnaletica adeguata. Sono alcune delle critivche che il consigliere muove alla giunta, mentre tralascia di elencare «altri mille argomenti irrisolti e di cui non si intravvede soluzione». E sulla sua linea di condotta aggiunge «essere maggioranza non significa godere di privilegi o peggio sentirsi unti dal signore, gestire una città significa portare sulle spalle un fardello di umiltà, capacità, sacrificio, impegno e niente chiacchere».
Inutile dire che la posizione del consigliere ha creato un certo imbarazzo nelle fila di An, i cui organi superiori stanno valutando la condotta. Ma in attesa degli eventuali provvedimenti Alberto Cattaneo chiarisce la posizione della sezione bustese. «L’occhio di An in consiglio comunale è rappresentato da altri, Porfidio rappresenta solo se stesso – dice – è ovvio che le esternazioni del consigliere non ci permettono di essere sereni». Ma di problemi con il resto della Casa delle Libertà non ce ne sono. Sull’operato del corpo di polizia municipale e in tema di sisurezza quanto fatto finora dall’attuale amministrazione è giudicato un lavoro ben fatto.
Alessandro Marelli, assessore alla partecipazione e alla sicurezza respinge al mittente, bollandole come infondate, le inadempienze e le critiche rivolte ai vigili urbani. «Il servizio di vigilanza davanti alla scuole è stato studiato a tavolino con considerazioni tecniche che hanno valutato la presenza del vigile laddove l’intensità del traffico lo rendeva necessario» spiega l’assessore. «Gli agenti stanno lavorando in modo positivo e la riorganizzazione del corpo è stata studiata per rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini». E gli strali di Porfidio sarebbero infondati e dettati da illusioni politiche (ndr. la carica di assessore) andate in frantumi. «Il consigliere si sta avocando il diritto di giudicare e accusare situazioni che non conosce correttamente» così conclude Marelli.
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