Regolarizzazione: quasi 7000 i richiedenti
Chiusi i termini per presentare le domande, si cominciano a tirare le prime somme. I sindacati in allarme per la seconda fase che potrebbe non concludersi nei tempi dovuti
La regolarizzazione sta per concludersi. La più grande "sanatoria" degli ultimi anni sta sovvertendo ogni più rosea previsione, almeno per quanto riguarda il nostro territorio. Quando è partita, le stime parlavano di un numero variabile tra i 2000 e i 4000 richiedenti. Fino al 5 novembre scorso, le domande presentate erano 6300 e tutto lascia prevedere che supereranno quota 7000. A dare un’impennata anche la circolare "di garanzia" del Viminale che concede al lavoratore il diritto di denunciare il proprio datore che non lo regolarizza o lo ha licenziato. «Alla Cisl non abbiamo avuto richieste in questo senso – spiega Sergio Moia della segreteria Cisl Varese Laghi – ma sappiano che alla Caritas si sono presentate parecchie badanti».Da domani, quindi, si passerà al vaglio delle richieste per avere una fotografia approssimativa di quello che è il fenomeno "immigrante" nella nostra provincia. «Il primo dato inconfutabile che emerge – aggiunge Moia – è che ogni studio è stato sbagliato per difetto. Nessuno aveva la minima idea di quale fosse la situazione a Varese. E stiamo parlando solo degli extracomunitari che hanno un lavoro, a cui si devono aggiungere quelli disoccupati, e i familiari. Più seriamente si dovrebbe pensare a una cifra intorno alle 10.000 presenze». Ricevute le domande, si passa alla fase vera e propria della regolarizzazione. Qui, però, si temono lentezze pericolose: le domande presentate alle Poste sono recapitate a Roma, dove vengono smistate tra "complete" e "incomplete". I due plichi vengono, quindi, rispediti alla Prefettura di riferimento dove si provvede a convocare le parti per far sottoscrivere il contratto di soggiorno. «Fino a qualche giorno fa – rivela Moia – erano tornate solo 19 domande. Se andremo avanti di questo passo è più che plausibile che per il 10/9/2003, data in cui per legge scade il contratto valevole solo per un anno, non tutti i richiedenti saranno stati convocati. E allora si aprirà un bel problema». A preoccupare i sindacati, non solo la confusa attività delle Poste denunciata in più zone d’Italia, ma anche l’organizzazione dello Sportello Polifunzionale di Varese studiato su stime che sino sono rivelate inattendibili : «Una prima modifica è già stata adottata raddoppiando gli orari di lavoro dello sportello. Ma secondo noi non sarà comunque sufficiente. Chiediamo, quindi, una riunione a breve del Consiglio Provinciale delle Immigrazioni per affrontare la questione». E non è tutto. I sindacati di Varese sono anche impegnati sul fronte della "circolare di garanzia" «Ci eravamo attivati a livello territoriale per chiedere che si concedesse anche al lavoratore la possibilità di autodenunciarsi. Siamo soddisfatti di questa circolare. Il punto è che questa possibilità è collegata all’art 33 della Bossi-Fini e , quindi, scade oggi, 11 novembre. Noi vorremmo che si arrivasse ad un provvedimento legislativo ad hoc che lasciasse aperta questa possibilità. Non dimentichiamoci, infatti, che la Bossi Fini è stata pensata anche per l’emersione del sommerso». |
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La regolarizzazione sta per concludersi. La più grande "sanatoria" degli ultimi anni sta sovvertendo ogni più rosea previsione, almeno per quanto riguarda il nostro territorio. Quando è partita, le stime parlavano di un numero variabile tra i 2000 e i 4000 richiedenti. Fino al 5 novembre scorso, le domande presentate erano 6300 e tutto lascia prevedere che supereranno quota 7000. A dare un’impennata anche la circolare "di garanzia" del Viminale che concede al lavoratore il diritto di denunciare il proprio datore che non lo regolarizza o lo ha licenziato. «Alla Cisl non abbiamo avuto richieste in questo senso – spiega Sergio Moia della segreteria Cisl Varese Laghi – ma sappiano che alla Caritas si sono presentate parecchie badanti».





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