Varese-Porto Ceresio, quei treni dimenticati
L'appello del Centro Sinistra della Valceresio: un servizio scadente e inaffidabile
| Questa, nella serie delle disavventure che ogni giorno capitano ai pendolari della Provincia, non si era ancora sentita: corse annullate perché i locomotori non riescono a superare le salite ed arrancano faticosamente prima di fermarsi. Eppure accade anche questo sulla tratta Arcisate- Porto Ceresio. La denuncia arriva dai coordinatori del Centro Sinistra della Valceresio che si sono fatti portavoce dei pendolari più vessati e meno celebri di quelli super organizzati delle Nord. «Vogliamo che l’opinione pubblica sappia che i ritardi, l’incuria, l’abbandono delle stazioni sono la desolante realtà dei fatti anche in Valceresio – spiega Mario Velli, dei Democratici di sinistra». «L’opinione pubblica ignora quando sarà fatto il collegamento tra Arcisate e Stabio: si presume sia entro il 2007 ma sino ad allora che ne sarà della Varese-Porto Ceresio?». In difesa delle ragioni dei pendolari, Ds, Pdci, Margherita e Italia dei Valori chiamano in causa la Comunità Montana: «Alla Comunità spetta la competenza dell’organizzazione del trasporto locale, ma di tutto questo non vi è traccia nella sua politica. Il Centro Sinistra della Valceresio non si accontenta di semplici dichiarazioni di non soppressione della tratta se in cambio i cittadini sono costretti ad avere un servizio sempre più scadente ed inaffidabile». La riqualificazione del trasporto pubblico su ferrovia potrebbe essere, secondo il Centro Sinistra, una delle soluzioni al problema dell’inquinamento ambientale ma «ad essa non viene data la priorità che meriterebbe. Dopo aver annunciato su sollecitazione di numerosi Comuni della Valceresio che la tratta non sarebbe stata privata del percorso Arcisate -Porto Ceresio, non si è saputo più nulla delle richieste relative alla riqualificazione, né degli sviluppi del progetto, né delle sue ricadute sul territorio soprattutto alla luce di quanto è stato discusso e stabilito durante il convegno organizzato dalla Regio Insubrica il mese scorso. Basti dire – conclude Mario Velli, che gli svizzeri sono arrivati con un progetto molto articolato per quanto riguarda il percorso fino al Gaggiolo. Noi siamo rimasti a sentirli. E a guardare». |
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