Consegnati i “Pavè d’oro 2002”

I premi vengono assegnati a cittadini e associazioni che si sono distinti per bontà, generosità e benemerenza nei confronti della comunità cuassese

Sono stati assegnati venerdì 27 dicembre i "Pavè d’Oro 2002", i riconoscimenti istituiti dall’Amministrazione comunale di Cuasso al Monte che ogni anno vengono consegnati a cittadini, enti e associazioni che si sono particolarmente distinti per bontà, generosità e benemerenza nei confronti della comunità cuassese. I premiati del 2002 sono stati individuati da un apposito comitato composto da rappresentanti delle associazioni cuassesi e da alcuni consiglieri comunali. I "Pavè d’Oro" sono stati così consegnati alla Scuola Materna di Cuasso al Piano, alla signora Luigia Paietta e a Giuseppe Sturaro in nome degli scalpellini cuassesi, evidenziando come filo conduttore della serata il lavoro, portato ad esempio anche per le generazioni future.

La Scuola Materna di Cuasso al Piano è sorta nel 1914 per volontà degli abitanti della frazione, i quali, convinti dell’importanza dell’educazione dei bambini, hanno aderito all’iniziativa del parroco don Giuseppe Benzoni con sottoscrizione di azioni, offerte e soprattutto cooperazione volontaria alla costruzione del fabbricato. La Scuola Materna continua ad essere, ancora oggi, segno concreto dell’attenzione della comunità parrocchiale e civile cuassese verso i bambini e le famiglie, favorendo l’inserimento dei bambini appartenenti a culture e religioni diverse. L’attribuzione del "Pavè d’oro 2002" alla Scuola Materna di Cuasso al Piano rappresenta il riconoscimento di questa attenzione e dell’impegno costante del consiglio di amministrazione, delle suore e di tutti i volontari che collaborano alla sua gestione, sottolineando come questo ente rappresenti un importante momento di aggregazione non solo per i bambini e le loro famiglie, ma per l’intera comunità cuassese.

La signora Luigia Paietta – nata a Cuasso al Monte il 25 marzo 1911 – ha invece condotto una esemplare vita lavorativa dal punto di vista dell’impegno e delle attività verso gli altri, quando il moderno concetto di volontariato non era stato ancora inventato. Dapprima maestra dell’Asilo infantile di Cuasso al Monte e quindi bidella presso le scuole elementari, ospitava i bambini che arrivavano da Cuasso al Piano nella sua casa, riscaldava loro il pranzo che portavano e provvedeva personalmente per il pranzo dei bambini che avevano problemi economici, distribuendo il cibo anche alle persone più povere del paese. Al di là dell’attività lavorativa si occupò anche della scuola serale per giovani e lavoratori voluta dal parroco, scuola che ebbe grande partecipazione e che costituì per molti cuassesi una importante base formativa. La signora Luigia Paietta ha sempre superato con grande forza le avversità di una lunga vita dedicata al lavoro e alla famiglia, svolgendo al contempo importanti attività a favore di tutta la comunità cuassese al di fuori delle mansioni che il suo impiego le richiedevano, impegno e attività che sono stati riconosciuti e premiati – anche se a distanza di molti anni – con il "Pavé d’Oro 2002".

Di particolare significato il premio attribuito a Giuseppe Sturaro in nome degli scalpellini cuassesi (nella foto, il sindaco Francesco Ziliani con alcuni dei premiati). Se Cuasso è famosa nel mondo lo deve, infatti, al porfido rosso e alle "opere" degli scalpellini, i pica preda, che per anni hanno – armati solo di martello, punta e scalpello – forgiato una pietra dura e dalle mille sfaccettature. Le prime cave furono aperte a Cuasso negli ultimi decenni dell’Ottocento per estrarre materiali da costruzione per realizzare muri di sostegno, divisori e terrazzamenti. Le cave, all’inizio a gestione familiare, accrebbero via via la loro importanza e il loro lavoro proprio grazie all’opera degli scalpellini. L’importanza delle cave era tale che nel 1910 fu costruita una teleferica – utilizzata sino all’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso – che dalle cave di via Roma a Cavagnano trasportava su cassoni il materiale a Porto Ceresio, da dove su rotaia raggiungeva Varese e Milano. In rappresentanza di tutti gli scalpellini, artisti non riconosciuti e dimenticati, il "Pavè d’Oro 2002" è stato assegnato a Giuseppe "Pepp" Sturaro, che nella sua esemplare vita lavorativa ha percorso tutte le fasi della vita dello scalpellino, poiché ha conosciuto, come tutti gli altri, la difficoltà di un lavoro duro, combattendo contro la pietra; conoscendo la mancanza di lavoro e l’emigrazione, e contraendo anche la silicosi, la terribile malattia che ha flagellato tanti scalpellini. L’assegnazione del Pavè d’Oro agli scalpellini cuassesi non vuole essere un atto isolato, ma al contrario il punto di partenza per ritornare a riflettere e a lavorare su quel Museo delle cave e del porfido rosso di cui spesso si è parlato e che rappresenterebbe per Cuasso un momento importante non solo dal punto di vista culturale, ma anche come salvaguardia delle tradizioni, di un raro lavoro artigianale e di un prodotto locale, il porfido, che ha fatto conoscere Cuasso nel mondo. Dal canto suo l’Amministrazione comunale ha patrocinato l’inizio di una ampia ricerca sulle cave, l’emigrazione e l’immigrazione ad esse collegate, gli scalpellini e i cavatori, al fine di realizzare una pubblicazione degna di ricordare anche ai posteri i tanti e anonimi pica preda cuassesi.

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 29 Dicembre 2002
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.