Roma chiude i rubinetti e Varese riesce solo a piangere

Il centrosinistra accusa la maggioranza di aver fallito nella partita strategica delle infrastrutture. Il territorio rischia la paralisi: occorre un confronto aperto e trasparente tra tutte le forze politiche ed economiche

Basta con i piagnistei. Il centrosinistra varesino si ribella al coro di lagnanze che da qualche tempo si leva dal territorio della nostra provincia. L’assenza del ministro Lunardi al convegno di lunedì scorso ha fatto scoppiare il bubbone: per Varese non ci sono soldi e quindi tutti i progetti di infrastrutture saltano.
«Ma come – si chiede Alessandro Alfieri, capogruppo dell’Ulivo
(nella foto) – durante la campagna elettorale il candidato Fumagalli aveva assicurato che le grandi opere erano ormai imminenti perchè i passi progettuali e finanziari erano risolti. E oggi assistiamo ad un penoso dietro front».
Le amministrazioni del territorio puntano l’indice accusatore contro Roma e Milano: «Criticano il sud assistenzialista e poi si paralizzano appena lo Stato chiude i rubinetti».

Tangenziale est, tangenziale sud, collegamenti ferroviari con la Svizzera e con Malpensa : l’elenco delle grandi incompite del territorio mette in risalto lo stato di semi paralisi in cui versa la provincia: «È dall’inizio degli anni ’90 che sentiamo parlare di emergenze e siamo ancora al punto di partenza. In dieci anni di amministrazione leghista, Varese ha fatto solo passi indietro». 

Le lacrime non servono a  nulla, accusa il centrosinistra: bisogna rimboccarsi le maniche e affrontare seriamente la questione: i soldi si trovano. «Non esistono solo Roma e Milano – fa presente Alfieri – ci sono esempi di amministrazioni che hanno imboccato la via del project financing chiedendo aiuto ai privati o sono andati a bussare a Bruxelles. L’importante è avere idee chiare su cosa vada fatto e in che modo».
E la chiarezza può arrivare solo da un tavolo di concertazione che raccolga tutte le forze politiche e le associazioni economiche e sociali, riunite per dibattere con trasparenza le reali problematiche. 
«Con progetti concreti – fa notare il diessino Emiliano Cacioppo – si potrebbero anche incaricare i nostri onorevoli di sostenere emendamenti alla finanziaria per stornare qualche risorsa. Il caso di Milano è emblematico in questo senso».

La richiesta di un tavolo di concertazione, possibilmente meno fumoso di quello avviato per il piano strategico, sarà presentata nel corso del prossimo consiglio comunale. 


Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Dicembre 2002
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