Liceo classico occupato: «Chiediamo più spazio»
Varese - Con una schiacciante maggioranza, gli studenti del Cairoli hanno deciso di occupare l'istituto. Vogliono assicurazioni dalla Provincia
Due giorni di dibattito acceso poi la decisione quasi unanime: occupazione. Da questo pomeriggio, martedì 11 febbraio, il liceo classico E. Cairoli è in mano agli studenti. A distanza di un anno, i ragazzi tornano a fare sentire la propria voce. Questa volta, però, non c’entra il ministro Moratti e la sua riforma. La protesta li riguarda ancora più da vicino. Sotto accusa la struttura non a norma e troppo piccola per consentire la normale attività didattica. Da anni, ormai, la questione torna puntualmente: le iscrizioni eccedono i posti disponibili dell’istituto, così la Provincia corre ai ripari trovando soluzioni estemporanee. L’attuale anno scolastico era iniziato proprio all’insegna della constatazione: due classi del Cairoli hanno trovato casa nientemeno che alla Vidoletti, scuola media inferiore, in zona Palazzetto dello Sport, completamente avulse, dunque, dal contesto cui appartengono.
Il liceo classico ha una popolazione di quasi mille studenti e la questione spazio è sempre stato un punto debole: «Quest’anno la Provincia aveva chiesto al preside di accettare le iscrizioni con riserva, cioè fino ad “esaurimento” dei posti. Ma nella scuola pubblica ciò non è ammissibile» afferma Gabriele Molinaro, uno dei leader della contestazione studentesca. Sotto accusa anche la palestra, di proprietà del comune, che i ragazzi giudicano inadeguata sotto il profilo della sicurezza. «Ci hanno assicurato che esiste un piano dichiarato esecutivo per mettere a norma la nostra sede – chiarisce Molinaro – vorremmo avere dalla Provincia assicurazioni sui tempi di quest’opera».
E in attesa di avere notizie certe, i ragazzi hanno deciso, 600 a favore e 136 contrari, di passare all’azione. Per i prossimi giorni, almeno cinque, al Cairoli ci saranno lezioni autogestite al mattino e attività libere al pomeriggio. Di notte volontari presidieranno l’istituto.
Molti gli argomenti di cui sentono l’esigenza di parlare. Dalla pace alla riforma Moratti, che incombe sulle loro teste.
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