Fsi propone: asilo nido e scuola materna nel vecchio ospedale

Una proposta dei sindacati autonomi per il riutilizzo degli spazi lasciati libero dal nuovo nosocomio

Riceviamo e pubblichiamo

Nell’incontro del 4 Marzo con il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera "Macchi", Dott. Rotasperti," è stato illustrato alle OO.SS. ed RSU del comparto e OO.SS. Medici, lo stato di avanzamento dei lavori nonché la futura dislocazione di tutti reparti e servizi del nuovo Ospedale che, secondo quanto già affermato più volte dallo stesso Direttore Generale, sarà pronto nel 2006. Dal dibattito che n’è scaturito, è emerso che molte delle strutture, che ora ospitano gli attuali reparti e servizi, e che si renderanno disponibili dopo il loro trasferimento, saranno probabilmente abbattuti, altri, quelli di valore storico, saranno conservati e riutilizzati. Diverse sono state le ipotesi avanzate, dallo stesso Direttore Generale, sulle possibili soluzioni circa un loro riutilizzo. La FSI-USAE, (Federazione Sindacati Indipendenti) presente all’incontro, ha presentato delle proprie proposte al Direttore Generale circa l’utilizzazione di queste strutture. Sappiamo tutti che oggi gli Ospedali vivono nell’emergenza "personale", soprattutto infermieristico, legato non solo alla carenza di reperire sul mercato del lavoro nuove risorse umane, ma anche che perché, molti dipendenti, soprattutto donne, chiedono il part-time per far fronte a problematiche familiari. Una possibile soluzione, secondo la FSI-USAE, potrebbe essere quella di favorire il rientro di questi part-time, in full-time, attraverso l’istituzione di strutture che in qualche modo possono dare una risposta a quelle esigenze organizzative-familiari che spesso costringono queste lavoratrici a scegliere la soluzione del part-time. E’ da qui che nasce la nostra proposta: cioè quella di collocare, all’interno delle strutture che saranno lasciate libere, un asilo nido ed una scuola materna per i figli dei dipendenti dell’Ospedale di Circolo e del Ponte. Soluzione che riteniamo fattibile. Inoltre il varo del nuovo nosocomio, ad alta specializzazione, porterà, quasi sicuramente, la città di Varese a fronteggiare richieste sempre maggiori di prestazioni da parte di una utenza, soprattutto del Sud, che pur di avere una migliore cura e assistenza sarà costretta a onerosi costi di viaggio e soggiorno. Perché non creare allora degli alloggi o dei mini-appartamenti che siano in grado di ospitare, a costi sicuramente più contenuti di quelli di un normale albergo, familiari, degenti e/o accompagnatori, creando condizioni di maggiore umanizzazione che spesso aiutano più di una terapia. La costituzione di questi alloggi potrebbe anche essere utile al fine d’incentivare i giovani a frequentare il corso di laurea di Scienze Infermieristiche, contribuendo, anche in questo modo, a risolvere la carenza di infermieri. Crediamo che anche questo modo di operare è sinonimo di buona SANITA’.

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Pubblicato il 06 Marzo 2003
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