Costituito un tavolo tecnico sulla questione del valico
Confine – Sotto la lente l'impatto che l'apertura del Madonnone produrrà a fronte del dissesto idrogeologico nella zona del Tresa. Soddisfazione da parte del sindaco di Lavena Ponte Tresa
Un gruppo di lavoro ristretto studierà i problemi della viabilità del nuovo valico del Madonnone, sul territorio di confine tra Italia e Svizzera. E’ questo quanto emerso dall’incontro tenutosi nella mattinata di oggi a Ponte Tresa svizzera alla presenza dei rappresentanti delle due cittadine, degli amministratori di Cadegliano Viconago (dove si trova il valico del Madonnone), oltre alla comunità montana Valganna Valmarchirolo, la Commissione Regionale dei Trasporti del Luganese e l’agenzia delle dogane.
Dall’incontro è emersa la necessità di studiare in maniera più approfondita la problematica inerente il traffico sul Madonnone a fronte anche degli eventi di dissesto idrogeologico verificatosi lo scorso autunno nella valle del Tresa. «Il comitato tecnico sarà composto da un funzionario dell’ufficio tecnico di Lavena Ponte Tresa, Mauro Bignami, oltre ad un urbanista, l’architetto Massimo Mastromarino – spiega Donata Mina Strocchi, primo cittadino di Lavena Ponte Tresa – e avrà il compito di definire le problematiche del Madonnone. Questo risulta importante anche alla luce di uno studio di fattibilità effettuato anni fa dal comune di Cadegliano Viconago circa l’ipotesi di realizzare una variante di valico capace di smistare il traffico del Madonnone direttamente sulla statale della Valganna». A dire il vero già nello scorso inverno si creò un gruppo di lavoro sulla vicenda, che ha nella giornata di oggi dato modo di affrontare la tematica in maniera più specifica. Alla fine dell’estate è prevista una nuova riunione – precisamente il 24 settembre a Lavena Ponte Tresa per valutare le risultanze emerse dal gruppo di lavoro.
«E’ in questa sede che verranno valutate le diverse osservazioni sulla questione conclude il sindaco di Lavena Ponte Tresa – per trovare soluzioni che possano soddisfare sia la parte italiana che svizzera. Del resto proprio in questi giorni ci è giunta la comunicazione da parte dell’Agenzia delle Dogane di Milano che ha espresso l’intenzione di mantenere il valico cittadino di Lavena Ponte Tresa, dimostrando che la linea portata avanti dalla nostra amministrazione si poneva sin dall’inizio nella direzione giusta».
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