Da immobile abusivo a “Caffè culturale”
La palazzina sul viale Santuario protagonista di molti sgomberi negli ultimi mesi sarà ristrutturata
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Anche Saronno presto avrà un caffè culturale. Troverà sede in viale del Santuario, nella villetta di fine ‘800, quando costituiva la portineria dell’opificio che sorgeva accanto. Tale edificio era affidato da oltre un decennio alla Caritas che vi ospitava gli stranieri. Oggi l’amministrazione comunale ha trasferito gli immigrati (in regola secondo le attuali leggi), in alloggi di proprietà del comune per favorirne la progressiva integrazione. Si è quindi reso disponibile lo stabile che attualmente è inserito in un contesto urbano e sociale di grande pregio. «Da qui è nata l’idea di un caffè culturale – spiega Umberto Busnelli, capogruppo consiliare di Forza Italia – Si può dire che tale intervento esemplifichi ciò che Forza Italia intende per urbanistica armoniosa, cultura come fattore di progresso e miglioramento della qualità della vita. Il contesto urbanistico è stato pensato circa tre anni fa nel documento d’inquadramento presentato dall’Assessore De Wolf, in cui si proponeva il ripristino dell’asse storico delle tre chiese (SS. Pietro e Paolo, S. Francesco e Santuario). Secondo questo piano l’amministrazione del Sindaco Gilli ha provveduto, dopo decenni di incuria, a rifare l’intero viale con un carattere di alta qualità: dal porfido, ai sigilli araldici in bronzo, dall’arredo urbano, all’illuminazione, dalla cura del verde alla pulizia. Ora, come tutti possono vedere, sono in corso i lavori per creare la nuova piazza de Santuario che manterrà gli sessi standard di finitura». «Come ricordato dall’assessore alla programmazione del territorio, Paolo Riva – prosegue Busnelli – l’area è caratterizzata da attività di spiccato contenuto culturale: il teatro, le scuole, il Santuario (che è il gioiello storico e architettonico di Saronno), fino all’Università dell’Insubria che aprirà in autunno nella sede dell’ex seminario. Per questo Forza Italia ha ritenuto coerente attribuire al riuso della villetta in questione una destinazione culturale». |
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