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Una Casa della libertà in stile pentapartito approva a Gallarate il piano industriale di Prealpi servizi e passa la palla a Busto Arsizio e Varese . La società formata dalle municipalizzate delle tre città, si configura infatti come una nuova grande macchina pubblica, destinata a difendere il mercato locale di acqua, gas e rifiuti dall’ingresso dei privati. Mettendo da parte l’originaria vocazione liberista, Forza Italia guida la maggioranza verso un’operazione “a carattere sociale”, come l’ha definita il sindaco Mucci: detenere la gestione dei servizi e quindi delle tariffe. Ma anche posti di governo. Come avrebbe fatto, nel bene e nel male, la vecchia maggioranza, nella prima repubblica. Il centrosinistra fatica a proporre alternative e non va oltre il “non ci fidiamo” , di fronte alla determinazione con cui il presidente di Prealpi servizi, il forzista Nino Caianiello, e il sindaco Nicola Mucci, difendono le loro scelte. Così, dopo una discussione durata quasi quattro ore, il consiglio approva con 19 si (più gli ex lista Buffoni, Lozito e Giollo), 7 no (centrosinistra più Rifondazione) e l’astensione di Marco Ferro del gruppo misto. Prealpi Servizi verrà sviluppata con l’unione di Agesp (holding ed spa), Amsc e Aspem. Farà business con il gas, l’acqua e lo smaltimento rifiuti e aumenterà le proprie unità da 620 a 659 addetti (“Questo è un piano di efficienza ma anche di sviluppo” ha detto il presidente Caianiello). Nel 2005 la nave sarà pronta a salpare. Lo hanno garantito i tecnici della società di consulenza Atkearney, e nel 2009 si vedranno i primi effetti. L’obiettivo è quello di gestire quelle tre aree, e successivamente partecipare alle eventuali gare che l’Unione europea ci imporrà. Mettere insieme le tre società sarebbe insomma l’unico modo per competere anche a livello locale. Ma l’alleanza, secondo Caianiello, darà qualcosa in più. “Uno + uno + uno, in questo caso, non farà tre – ha spiegato il presidente con un’efficace immagine – ma farà cinque: e’ questo il valore aggiunto”. Prealpi servizi farà in definitiva più utili di quanti ne avrebbero fatti complessivamente le tre società, restando da sole. Nessun intervento si è levato a favore della concorrenza. Massimo Barberi (Prc) ha invece esposto un ragionamento interessante sull’opportunità di approvare un piano industriale quando non si sa ancora quale assetto societario verrà scelto. “E’ una cambiale in bianco” ha detto, elencando una serie di punti su cui non ci sarebbe chiarezza: paventata acquisizione di Sogeiva, quadro legislativo confuso, modalità dello smaltimento rifiuti non delineate, incertezza sul reale mantenimento delle tariffe basse per i cittadini. “Non è automatico che avremo più efficienza e meno costi” ha aggiunto dal canto suo Dario Terreni (Margherita). Gli ha risposto il sindaco Mucci: “Non avete alcuna alternativa a quanto abbiamo presentato, non avete cultura di governo”. Ci ha provato Antonio Pepe (ds) a fargli cambiare idea, con una proposta provocatoria: ”Dateci la presidenza della società”. Perentoria la risposta del presidente Caianiello. “L’unica volta che abbiamo avuto in un consiglio di amministrazione un esponente della minoranza è stato un casotto”. Sul valore delle tre società da accorpare, Nino Caianiello ha ripetuto quanto disse alla nascita di Prealpi servizi, un anno fa: decideranno i periti.
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