Giro di racket: cinque arresti
Secondo gli inquirenti sono gli autori di una decina di attentati intimidatori fra Lonate, Ferno e Samarate. Ad inchiodarli anche la testa mozzata di una capra
Cinque arresti e quindici denunce e perquisizioni per estorsione e traffico di stupefacenti. A stroncare un giro di racket nella zona attorno a Malpensa è stata anche una testa mozzata di una capra, che faceva parte del modus operandi di chiara matrice calabrese.
Si è conclusa all’alba di oggi un’operazione della squadra mobile della questura di Varese che ha portato all’arresto di cinque malavitosi, pregiudicati e noti nell’ambiente della delinquenza. A questa banda, che agiva fra Lonate Pozzolo, Ferno e Samarate, le indagini della Polizia di Varese, coordinate dalla procura di Busto Arsizio, attribuiscono un fitto elenco di attività estorsive e racket. Secondo le prime ricostruzioni esse servivano anche a finanziera un traffico di stupefacenti al quale sono legati alcuni degli arresti di questa mattina.
Le manette sono scattate ai polsi di Filippo Sergi, 44 anni residente a Gallarate e originario di Melito Porto Salvo, da dove arriva anche un altro arrestato, il cugino Antonino Tripodi, residente a Lonate Pozzolo. A loro è attribuito un tentativo di estorsione ad una pizzeria di Samarate avvenuto a cavallo fra il 2001 e il 2002. Qui i titolari del locale si erano visti recapitare telefonate e lettere intimidatorie, così come bottiglie incendiarie nei pressi dell’esercizio per arrivare alla testa mozzata dei una capra. Un macabro rituale tipico dell’attività estorsiva di matrice calabrese. Mentre l’incendio di un negozio di Samarate, avvenuto nello stesso periodo, era servito come atto dimostrativo per convincere i titolari della pizzeria a pagare il pizzo.
Gli incendi in attività commerciali nello stesso periodo erano stati troppi e sempre nella stessa zona. Mai nessuna denuncia delle vittime e proprio questo aveva fatto partire le indagine coordinate dal pm Loredana Giglio. Al momento solo i fatti della pizzeria vengono con certezza attributi al Sergi e Tripodi. Gli inquirenti non escludono però la paternità di episodi simili avvenuti nello stesso periodo.
Fra gli elementi che hanno contribuito a fermare questa attività c’è anche la testa mozzata della capra recapitata davanti alla pizzeria. Attraverso il suo marchio gli inquirenti sono riusciti a risalire ad un piccolo allevamento del comasco e da qui all’acquirente finale.
Questa attività serviva a sostenere un traffico di stupefacenti che già nel marzo scorso aveva portato all’arresto di Tripodi e alla sua condanna di sei anni. Il giro era gestito oltre che da Sergi, Tripodi anche da Giuditta Del Guacchio, 44 anni di Gorla Minore. La donna figura fra gli arrestati di questa mattina, insieme a due spacciatori Teodoro Leonardi, 41 anni, residente nel novarese e Daniele Logo, 34 anni di Lonate Pozzolo.
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