Ecco il primo edificio del centro storico recuperato
In programma incentivi economici per i privati che ristruttureranno anche gli altri edifici. In attesa dei progetti del Politecnico che seguiranno uno stile Liberty
È terminata la ristrutturazione di un importante e storico edificio del centro. E già in città si sono alzate le prime voci e i primi giudizi sulla bellezza dell’opera. Si tratta di un edificio di fronte al Municipio, rimasto coperto per quasi due anni, durante i quali di sono svolti i di lavori di ristrutturazione. Lavori che hanno riguardato anche la facciata, riportata al colore originale con tanto di affreschi. Il fatto, però, è che la facciata adesso salta subito all’occhio per la forte tinta gialla e già alcuni l’hanno definita un pugno in un occhio.
«Ecco un buon esempio di come potrebbero essere recuperati gli edifici del centro storico di Tradate – spiega il sindaco di Tradate, Stefano Candiani -. Questo progetto è stato approvato prima che affidassimo la stesura dei progetti per la riqualificazione al Politecnico di Milano, ma diciamo che, a grandi linee, ne è stato seguito lo spirito, ovvero riportare allo splendore di un tempo le facciate degli edifici del centro. Il tutto seguendo lo stile Liberty che ha da sempre caratterizzato la città. È normale che adesso salti subito all’occhio la nuova facciata, ma è normale: tutto quello che c’è intorno è stato scolorito dal passare del tempo».
L’Amministrazione comunale, nei mesi scorsi, ha infatti affidato al Politecnico di Milano la stesura di progetti per recuperare le facciate degli edifici dei centri storici di Tradate e Abbiate Guazzane. Progetti che saranno poi utilizzati come linee guida per i privati che vorranno riqualificare il loro edificio. «In questa maniera – prosegue il primo cittadino – vogliamo rendere più accogliente la città. I progetti saranno pronti nelle prossime settimane e saranno presentati alla cittadinanza con un incontro pubblico. Sicuramente illustreremo anche i contributi economici che vogliamo attuare per invogliare i cittadini a recuperare il proprio edificio. Abbiamo già messo a bilancio per il prossimi anni una spesa ipotetica da utilizzare come contributo. Adesso attendiamo i progetti, poi la parola passa ai cittadini».
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