«Via la Lega da questa maggioranza»

Da Forza Italia ultimatum agli alleati. Il carroccio vota contro il supermercato alla Ex Maino

Lega e Forza Italia, un matrimonio in crisi. Di più: un amore, che a Gallarate, diventa dramma da separati in casa. Fino a quando ci sarà la Casa delle libertà. Ieri sera, al termine della votazione sul nuovo supermercato che il Polo vuole realizzare nella area dismessa della ex Maino, il vicecapogruppo di Forza Italia, Massimo Bossi, è stato chiaro: "Invitiamo la Lega a essere coerente e a lasciare questa maggioranza". Nel corridoio, il segretario provinciale, Nino Caianiello, la spiegava così: "La Lega a Gallarate non conta più, noi non li cacceremo via, ma se vogliono andarsene facciano pure". I consiglieri del carroccio votano contro il nuovo insediamento di 2.500 metri quadri (più 3500 accessori) classificato come media distribuzione, ma che fa gridare allo scandalo le opposizioni e fa storcere il naso anche all’Udc. Il nuovo piano commerciale, votato nel 2002 prevede otto aree cittadine disponibili al commercio, dopo un anno e mezzo, si riempie già una casellina. I commercianti sono contrari.

Invece il supermercato è arrivato e la Lega Nord si è schierata nettamente contro. "Non c’è nessun bisogno di questo insediamento, così non si fa il bene di Gallarate, le aree dismesse si possono recuperare anche in un altro modo" ha detto in sintesi il capogruppo Roberto Borgo. Ma la Lega è stata attaccata da tutti gli alleati. Dall’Udc che ha chiesto al carroccio di uscire, abbandonare i posti di potere e passare a un appoggio esterno. E da An.

La discussione è stata lunga. Ds, Margherita e Rifondazione hanno sottolineato l’attacco alla piccola distribuzione e la mancanza di una politica per rendere viva la città, ma hanno anche affondato i colpi sulla maggioranza non più coesa e con una Lega non allineata.

Un botta e risposta durato tre ore, fino al colpo finale e alla richiesta di Forza Italia alla Lega di farsi da parte. Una mazzata a cui il carroccio ha tentato subito di rispondere con una ripicca, chiedendo la verifica del numero legale, con la seduta che ha potuto continuare solo grazie alla permanenza in aula del presidente del consiglio, il leghista Agostinelli (in contrasto con il suo gruppo) e al consigliere del gruppo misto Marco Ferro. Alla fine il supermecato alla ex Maino è stato approvato (con i voti di Fi, An, Udc e l’astensione del gruppo misto) così anche l’interventi di recupero dell’area che prevede edifici polifunzionali e residenziali. Ma nella maggioranza soffia il vento di Roma ed è aria da resa dei conti.

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Pubblicato il 06 Luglio 2004
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