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Cinque giorni a cavallo su e giù per le Prealpi varesine, toccando Angera, Santa Caterina del Sasso, Mesenzana, Luino per sconfinare a Curio nel Canton Ticino, dopo essersi arrampicati sul Monte Lema, a quota 1621 metri, per ammirare dall’alto quanto sono belle le valli del Luinese. È il Trekking dell’Insubria che inaugurerà la prima ippovia in una terra che parla la stessa lingua, che rivendica le stesse radici, che mangia lo stesso cioccolato, ma che non appartiene allo stesso Stato e, politicamente, nemmeno allo stesso continente. Parteciperanno 20 cavalli e altrettanti cavalieri, tra cui due senatori della Repubblica italiana, Antonio Tomassini e Sergio Agoni, rappresentanti della Regio insubrica, due ex colonnelli dell’esercito svizzero, che ricoprono cariche nella federazione ticinese degli sport equestri. Il tutto con la benedizione della Provincia di Varese, del Canton Ticino, delle rispettive federazioni sportive e di un nutrito pool di sponsor istituzionali.
Cinque le tappe previste: Varese-Cuirone- Angera, Santa Caterina -Mesenzana, Dumenza-Pradècolo, Monte Lema- Curio, Caroggio-Curio, per un totale di 190 chilometri, con partenza da Varese, domenica 22 agosto, e arrivo a Luino, venerdì 27. Nella tappa svizzera è prevista anche una cena di gala a bordo di un battello sul Lago di Lugano. (foto sopra: Giovanni Bianchi, responsabile tecnico del trekking, con il suo Alì compagno di tante avventure) L’organizzazione è stata affidata al "Sen Tom’s adventure riding club" e al "Club ippico la Valletta" di Giovanni Bianchi, non nuovo a questo tipo di imprese, che sarà la guida tecnica del gruppo. Tre anni fa, infatti, Bianchi organizzò un trekking a cavallo partendo da Lissago, alle porte di Varese, dove ha sede il suo club ippico, per arrivare in undici giorni a Varazze, in Liguria. Qualche anno prima, in sella al suo inseparabile purosangue irlandese Alì, aveva fatto un coast to coast, dalle Marche alla Toscana e il giro della Valtellina.
I punti critici del trekking dell’Insubria sono molti. Si partirà da Villa Recalcati e, per raggiungere la pista ciclabile nella piana di Capolago, bisognerà attraversare una zona piuttosto trafficata. Stesso problema a Corgeno, dove ad attendere i cavalieri ci sarà l’attraversamento della superstrada di Besozzo. I danni del maltempo hanno reso impercorribile un sentiero e fatto crollare un ponticello in località Creva, situazione che costringerà i cavalieri a percorrere tre chilometri sull’asfalto. «Come ogni trekking – spiega Giovanni Bianchi – la prima difficoltà è la varietà di terreni: si passa dalla morbida torbiera della palude Brabbia alla roccia del Monte Lema, dopo aver assaggiato l’asfalto. I cavalli sono attrezzati perché hanno ferrature in vidiam che gli danno più aderenza e sicurezza». Sette le donne che hanno deciso di partecipare all’impresa, tutte amazzoni esperte, abituate a queste fatiche. «In un trekking – conclude Bianchi – di solito è la stanchezza che gioca brutti scherzi e che rende nervosi. Comunque le asperità del terreno e la fatica di stare lunghe ore in sella saranno compensate dalla vista di paesaggi e scenari naturalistici di rara bellezza. Incontreremo caprioli, cervi e volpi e al passaggio nella radura ascolteremo il picchio. Dalla cava di Ternate si riescono a vedere tutti i laghi e una volta arrivati al Campiglio, a quota 1360, possiamo vedere da dove siamo partiti…sai che soddisfazione».
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