“Amici di Bosto”, un’assemblea contro inquinamento e traffico
Molti interventi nell'assemblea del comitato spontaneo nato nel quartiere di Bosto. Molto sentiti i problemi del traffico e dell'inquinamento
Inquinamento acustico, macchine che sfrecciano senza curarsi dei passanti, parcheggi abusivi che impediscono ai pedoni di camminare in sicurezza sui marciapiedi. Questi e tanti altri i problemi trattati dal comitato “Amici di Bosto”, riunitosi per la prima volta in assemblea nella sala della casa parrocchiale di S. Michele.
«Il comitato è sorto spontaneamente – dice uno degli organizzatori, Giuseppe Dominici – non c’è nessuna ideologia politica o altro, solo la volontà forte di chiudere questa querelle che ci vede coinvolti da anni. Abbiamo più volte chiesto all’amministrazione comunale di risolvere il problema viabilità, ma nulla è stato fatto. Ci siamo rivolti e ci rivolgeremo al difensore civico per tutelare le nostre posizioni. Inoltre abbiamo già interpellato l’Arpa (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente) per monitorare la situazione dell’inquinamento acustico e ambientale: la risposta è stata pronta e positiva, salvo comunicarci che senza la richiesta ufficiale del comune non possono intervenire. Noi chiediamo cose non trascendentali: va eliminato il doppio senso sulla via che porta da S. Imerio alla chiesa di S. Michele, vanno messe in sicurezza le strade per eliminare il pericolo di incidenti tra auto e pedoni, piccole migliorie che non comportano gravi dispendi di energie o spese da parte del comune».
All’assemblea ha partecipato molta gente, una cinquantina di persone, per lo più abitanti nel quartiere di Bosto. In tanti sono intervenuti nella discussione portando alla ribalta i problemi del quartiere, come le signore Marcella Figini e Lina Zeami: «Sono dieci anni che viviamo tra l’inquinamento acustico e ambientale, le strade di Bosto sono perennementeb trafficate, non c’è un attimo di sosta e il pericolo di essere investiti è all’ordine del giorno. Da anni chiediamo che il comune trovi una soluzione, ma nessuno si è mosso, forse perché in via Metastasio ci sono altri interessi per cui non si può e non si vuole intervenire». Domenico Greco ha invece sollevato il problema della «tutela di un borgo antico senza strade pedonali, vittima dei gas e dei rumori che le molte auto che passano espellono senza sosta», mentre Giorgio Riccardi ha sottolineato come «madri e bambini che vanno verso le elementari e l’asilo subiscono tutti i giorni l’inquinamento acustico ed atmosferico, rischiando di essere investiti ad ogni piè sospinto». Anche i parcheggi sono un problema, sollevato dai signori Carlo Daverio e Candido Alberici: «In via S. Imerio non ci sono posti dove lasciare le auto e si consente senza fare nulla che i guidatori posteggino sui marciapiedi, impedendo ai pedoni di camminare in sicurezza: le macchine sfrecciano, noi siamo costretti a sfidare la sorte ogni volta che di sera dobbiamo percorrere questa strada. È inaudito, va trovata una soluzione». Lorenzo Macchi, consigliere di circoscrizione della Margherita, va oltre: «Abbiamo più volte fatto presente all’assessore Nicoletti quali sono i problemi, ma non ci ha mai risposto. Non c’è riscontro nelle istituzioni, se si va avanti così tra vent’anni ci ritroveremo con gli stessi problemi. Le cose da fare non sono molte e non sono difficili: si potrebbe cominciare con la riapertura al doppio senso di marcia in via Metastasio, chiuso dalla sera alla mattina senza spiegazioni. Fa sorridere poi che il sindaco dica che via S. Imerio è un’importante arteria della viabilità varesina: al più è un capillare, non è pensabile definirla altrimenti». Tante altre le voci che si sono levate, come ad esempio quelle delle signore Cristina Ferrario e Simona Mangiagalli: «Abitiamo nel punto più stretto della zona, uscire di casa per noi è sempre un terno al lotto», o quella di Walter Senapi, che propone «la riapertura del doppio senso di via Metastasio» come panacea a tutti i mali del quartiere di Bosto.
«Porteremo le nostre istanze alle istituzioni» chiosa Dominici «tra un mese ci ritroveremo e vedremo a che punto siamo arrivati. Resta il fatto che siamo esasperati e che se nessuno fa niente prenderemo le nostre precauzioni e ci faremo sentire con forza e decisione».
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