Ponte dell’Immacolata, i bustocchi tornano a spendere

Dal Mercatino del Museo del Tessile al centro cittadino si conferma l'avvio di una stagione natalizia nel solco della tradizione, ma senza follie

Il Natale è alle porte, e il breve "ponte" festivo dell’Immacolata ne ha offerto un primo assaggio. Per verificare cosa ne pensano i commercianti siamo andati al Mercatino di Natale (foto) nel parco del Museo del Tessile e nella maggiore libreria cittadina, cercando di cogliere le tendenze di queste settimane in fatto di acquisti. Ne è emersa l’immagine di un Natale non proprio ricchissimo, ma che non dovrebbe deludere le attese.

«In settimana c’è proprio poco movimento» si stringe nelle spalle Cristina (foto), che gestisce lo chalet del mercatino di Natale dedicato ai cuneesi, al rum e ad altre delizie della pasticceria piemontese. «Durante il fine settimana e ieri, con il ponte dell’Immacolata, invece c’era il pienone». E non vi è dubbio che i 47 chalet del Mercatino siano stati presi d’assalto: ciascuno nel momento adatto, però. «Nei momenti di stanca noi delle bancarelle ci ritroviamo» racconta Cristina, «e parlando abbiamo notato che a seconda di ciò che si vende ci sono degli orari ben precisi in cui la gente ti si accalca intorno, ed altri in cui nemmeno ti vedono… Chiaramente, questo vale soprattutto per gli alimentari. Da noi vengono nel primo pomeriggio, oppure verso sera, per i nostri cioccolatini. Il nostro vicino, che vende carne, soprattutto di struzzo e cinghiale, vende molto verso l’ora di pranzo. In genere, però, possiamo dire che il vero afflusso di gente c’è tra le 16 e le 18 dei giorni festivi».

Più laconica la signora che gestisce la bancarella dei prodotti altoatesini della ditta Huber di Terlano (BZ) (foto): salumi, canederli e cibi tradizionali in genere del Tirolo, tutto della migliore qualità, solleticano irresistibilmente i passanti. «Il mio italiano non è granché…» si giustifica la signora, prima di riferire di un’Immacolata coi fiocchi: «Ieri è andata bene, sì. I nostri prodotti sono stati molto apprezzati».


Passando dal settore alimentari a quello dell’oggettistica le cose non cambiano di molto: la clientela non manca, pur spendendo con una certa cautela. «Siamo molto contente, il ponte ci ha favorite» dice Chiara Manfrinati (foto), che fa parte di un gruppo di "hobbyste" di Busto ospiti regolari di mercatini e sagre. «Peccato che qui in zona manchi il (mancava persino oggi, ndr), ciononostante ieri c’era un parcheggiopienone da non riuscire a camminare. Questa iniziativa ci piace, e piace evidentemente anche a chi viene a comprare da noi collane, borse e altro ancora».

L’Immacolata, naturalmente, ha visto i bustocchi allargare i cordoni della saccoccia anche per quanto riguarda i libri: basta osservare il viavai da Boragno, la più grande libreria del centro cittadino. La titolare Francesca Boragno è, come sempre, molto impegnata, ma non manca di stilare per Varesenews una piccola "hit parade" degli acquisti natalizi. «Di gran lunga, il libro più venduto in questi ultimi giorni è stato l’ultimo romanzo di Dan Brown, "Angeli e demoni", seguito da "Oggi cucino io" (raccolta di 600 ricette italiane ed internazionali di primi piatti, ndr)». Buona la performance dei libri illustrati, in netta ascesa: «Abbiamo venduto soprattutto "La Terra vista dal cielo" del fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, e un libro fotografico sull’India, "Saggezze"» (che lo spirito di Tiziano Terzani, che tanto amò quel Paese, aleggi da Boragno?). Insomma, il libro fotografico si annuncia come un must quest’anno, mentre perde colpi il libro d’arte. Stabile, invece, il mercato dei libri per bambini; stabile verso il basso, perchè di bambini se ne vedono davvero pochi in questi ultimi Natali.

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Pubblicato il 09 Dicembre 2004
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