Ben alzati, signori del Carroccio!

Di Claudio Del Frate

Dunque secondo la Lega, che ha deciso di correre da sola alle regionali, tira un’aria di “restaurazione”. Vengono spontanee due affermazioni. La prima: la Lega ha ragione. La seconda: ben alzati, signori del Carroccio! Sono infatti cinque o sei anni buoni che in Italia tira aria di restaurazione, solo che in questo clima da Congresso di Vienna, gli uomini di Bossi hanno sempre recitato la parte della guardia imperiale, delle truppe scelte garanti del ritorno all’antico. Che adesso i leghisti si comportino come pastorelle smarrite nel bosco è un po’ troppo! In questi anni Bossi e i suoi si sono smarcati su quasi tutte le questioni politiche (riforme costituzionali, welfare, Europa) tranne che su quelle che davvero premevano al gran capo della coalizione Silvio Berlusconi: fateci caso, tutte le leggi più vergognose degli ultimi anni sono infatti passate grazie al silenzio e ai voti leghisti. Se davvero i lumbard sono così schifati dai rigurgiti della prima repubblica, dovevano solo guardare a chi siede accanto a loro, da qualche annetto, al governo e negli enti locali. Grottesco, poi, che come ha detto l’europarlamentare Matteo Salvini la pietra dello scandalo in Lombardia, sia diventato l’ingresso al Pirellone di Pietro Borghini, uno dei pochi socialisti milanesi uscito senza macchia dalla bufera di Tangentopoli. Non un fiato, invece, hanno fatto i moralisti padani, alla nomina a sottosegretario, due settimane fa, dell’onorevole Nino Drago. Chi sia costui ce lo ha ricordato Marco Travaglio nella sua rubrica “Bananas” sull’Unità: ex presidente della Regione Sicilia, condannato per concussione, due giorni prima della scadenza del suo mandato spazzolò letteralmente il fondo spese riservato della presidenza regionale, senza presentare la minima pezza giustificativa. La Corte dei Conti lo ha condannato a restituire 180 mila euro. Lì la Lega non ha eccepito e c’è da comprenderli: lo stesso giro di nomine che ha incoronato Drago, al Carroccio ha fruttato l’incarico di sottosegretari a sottosegretari di Stefano Stefani (quel genio che insultò i tedeschi alla vigilia della stagione turistica 2003) e Roberto Cota. Poltrona non olet!

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Pubblicato il 11 Gennaio 2005
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