Fermento alla Inda, le “esternalizzazioni” preoccupano i lavoratori
I dipendenti promettono nei prossimi giorni un presidio. Nella storica azienda lavorano 300 dipendenti
Ancora nuvoloni grigi sull’Inda di Caravate. I dipendenti della storica azienda di accessori per il bagno hanno annunciato l’intenzione di operare nei prossimi giorni un presidio fuori dall’azienda.
I motivi della protesta sono stati spiegati dalla rsu aziendale, la rappresentanza sindacale unitaria composta da Fim-Cisl e Fiom Cgil: «Negli ultimi anni questa, come molte aziende del territorio, sta attraversando un periodo non positivo. Già alla fine del 2002 ci si è trovati a gestire un difficile taglio di 84 persone, mediante una procedura di mobilità che, dopo una difficile trattativa e con la convinzione che fosse un taglio doloroso, ma indispensabile, si è condivisa».
Secondo il sindacato «oggi, dopo poco più di due anni, la direzione aziendale comunica ai lavoratori che sta analizzando a 360 gradi l’azienda, per capire quali uffici/reparti sia più conveniente “esternalizzare”, con l’evidente risultato di un taglio (non ancora quantificato) di lavoratori.
A questo punto i dipendenti hanno deciso di contestare duramente questa scelta, questo perché le perdite sono dovute principalmente ad una gestione dell’azienda spesso contraddittoria ed improntata sullo sperpero e sul pressappochismo di chi la gestisce, infatti anche questa operazione non è dovuta ad un improvviso crollo delle vendite e non è supportata da un piano industriale pluriennale che la giustifichi, ma pare più alimentata dall’unico obiettivo di avere un risparmio nell’immediato, senza curarsi troppo del futuro, sia dei lavoratori, sia della prosperità dell’azienda stessa».
La contestazione dei dipendenti è comunque mossa dall’auspicio che si possa arrivare a trovare una soluzione diversa, senza che nessuno perda il proprio posto di lavoro, ma con una gestione più attenta e condivisa da tutti; «se servirà – concludono dal sindacato – siamo pronti a continuare la lotta anche a lungo, probabilmente non ininterrottamente, ma con la costanza di chi sa di essere nel giusto».
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