Ladro maldestro incendia un’auto (e i suoi capelli)
Poichè la sua auto era in panne, stava cercando di tornare a casa rubandone un'altra: arreststo dai Carabinieri
L’idea, a quell’ora di notte, forse gli pareva pure buona: poichè la sua "Uno" era in panne al casello di Gallarate e ormai era stanco di camminare sul ciglio della strada Varesina che aveva imboccato per tornare a casa, G.V., un venticinquenne di Varese, ha deciso di provare a rubarne un’altra, così da arrivare "più comodamente" a casa.
All’altezza di Jerago con Orago il ragazzo vede un’auto dello stesso modello e la forza: apparentemente il più è fatto, non deve fare altro che farla partire per assicurarsi il ritorno a casa. Ci prova – non si sa mai – con la chiavi della sua auto. Ma evidentemente non funziona. Così prova a fare come nei film: prende i cavi del motorino di accensione e li unisce. Purtroppo, però, certe pratiche funzionano solo nei film e con i professionisti veri: a lui riesce solo un cortocircuito che provoca un principio di incendio nell’auto. Dove però, ormai, erano rimaste incastrate le chiavi della sua… Il ladro maldestro comincia ad essere decisamente in difficoltà e decide almeno di recuperere l’oggetto che potrebbe far risalire a lui le forze dell’ordine: cioè le sue chiavi.
Ma, purtroppo per lui, nemmeno questo gli riesce bene: il risultato infatti è solo quello di bruciacchiarsi i capelli e di scottarsi il volto.
Ed è a questo punto che arrivano i carabinieri, di pattuglia sulla Varesina per i consueti controlli notturni: i quali dietro alla macchina in fiamme che riescono a spegnere con l’estintore di servizio, scorgono un tipo un po’ confuso e pieno di fuliggine. Che prima farfuglia una storia poco credibile e poi capitola dopo che i militari riescono a verificare la corrispondenza tra la chiave inserita nell’auto bruciata e i documenti dell’auto in panne a Gallarate. Ora il giovane, che di mestiere fa il giardiniere ma è già pregiudicato, è stato tratto in arresto e portato al carcere di Busto Arsizio
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