Possibile un incontro tra Sea e sindacati, ma il clima resta teso
Summit in prefettura con i sindacati. C'è la volontà di fissare la data per un incontro a Palazzo Marino, forse il 24 febbraio
«Ringraziamo il prefetto ed il suo vice per l’attenzione e la disponibilità, ma resta il fatto che se Bencini non incontra noi e i nostri rappresentanti regionali, lo sciopero sarà inevitabile».
Le conclusioni dei sindacati dei trasporti, Cgil, Cisl, Uil, Sult e Ugl non lasciano molto spazio a dubbi: se il presidente di Sea non scenderà a compromessi e rifiuterà di incontrare i rappresentanti sindacali provinciali e regionali, le procedure di “raffreddamento” avviate ieri, mercoledì 16 febbraio, si concluderanno con l’indizione dello sciopero. Il tutto entro lunedì, quando si svolgerà una assemblea tra i sindacati e i lavoratori Sea. Nel frattempo trapela la volontà di fissare una data per la convocazione di un incontro. Si dice il 24 febbraio, a Palazzo Marino: presenti il Comune di Milano, maggiore azionista Sea, i vertici della società e le rappresentazne sindacali, confederali e di categoria.
«L’unica via per scongiurare l’astensione – spiegano i rappresentanti sindacali che hanno partecipato al summit in prefettura – è che Bencini ci incontri. Vogliamo conoscere i progetti aziendali futuri e avere un confronto sui temi aperti, fino ad ora negatoci. La tensione tra i lavoratori è alta, se non ci sono risposte da parte della proprietà la situazione potrebbe esplodere e a quel punto la mediazione servirebbe a poco. Il 24 febbraio vogliamo incontrare Bencini e solo Bencini. Auspichiamo una soluzione in tempi brevi, ci auguriamo che l’icontro con i vertici e il maggiore azionista chiarisca la situazione».
I rappresentanti delle sigle sindacali ribadiscono che le decisioni sui turni e il licenziamento del "coordinatore sotto bordo" dipendente di Sea «sono state solo la miccia di una situazione esplosiva che dura da settimane».
Per il dipendente licenziato si prospettano due soluzioni: o il presidente Bencini mantiene le promesse e affronta la questione, lasciando la porta aperta al rientro del provvedimento, oppure restano solo le vie legali, alle quali la Uil, sindacato a cui il lavoratore è iscritto, si sta già preparando.
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