Determinazione e affabilità le due armi per affermarsi nel lavoro

Gli universitari di oggi sono più preparati di un tempo. Ma l'inglese rimane anora un ostacolo. Questo lo studente tipo secondo due esperti di Agusta Westland e Morgan Stanley

Augusta Westland e Morgan Stanley in cattedra alla Liuc. Un binomio perfetto: un’azienda completamente italiana con sedi in tutto il mondo e una banca di investimenti americana, leader del settore, con sede a Milano.
Le due realtà si sono presentate agli studenti dell’ateneo Carlo Cattaneo di Castellanza nell’ambito degli incontri "Università-Impresa".
Raffaele Izzo, direttore del personale e organizzazione di Agusta Westaland ha ripercorso le tappe gloriose di una realtà che è partita da Cascina Costa alla conquista del mondo e che oggi vanta una posizione di assoluta eccellenza nel settore aeronautico per quanto riguarda gli elicotteri. È recente la decisione dell’amministrazione Bush di acquisire il modello ribattezzato US101: «Nel ’91 eravamo sul punto di chiudere e di portare i libri in tribunale. Il decennio seguente ha assistito alla nostra rinascita: una riorganizzazione che ha coinvolto i dipendenti ( da oltre 9.000 a 5000 fino agli attuale 4700) ma anche il prodotto, con la scelta di mantenere solo il settore degli elicotteri. Oggi Agusta è tra i leader nel settore civile e si concentra sul futuro del trasporto aereo che sarà il convertiplano».

Settore prettamente finanziario e creditizio è l’ambito di lavoro dei dipendenti Morgan Stanley, impegnati a operare nell’intermediazione dei titoli, nella gestione patrimoniale, nei servizi al credito: «Lo scorso anno – spiega Roberto Rossi vice presidente di Morgan Stanley –  il Sole 24’Ore ci ha citati positivamente per l’ambiente lavorativo, dove ci sono elevati ritmi di lavoro e un’altissima professionalità»

Entrambi gli ospiti si sono soffermeti sulle opportunità che le due aziende offrono sia ai neo laureati, sia agli studenti con gli stages: «Noi abbiamo investito molto sui giovani – spiega il dottor Izzo – che, oggi, rappresentano circa un quarto della forza lavoro. I ragazzi escono dalle università con una preparazione e una cultura migliori rispetto a quindici, venti anni fa. Sono motivati e determinati. A volte sono un po’ troppo ambiziosi e tendono all’individualismo, una caratteristica, quest’ultima, che noi deploriamo perchè siamo un ambiente abituato a lavorare in equipe. Sono sempre pronti ad andare all’estero per conoscere e confrontarsi con altre realtà. L’unico neo dell’università italiana, in campo tecnico, è che sottolinea eccessivamente il carattere progettuale, mentre, invece, dovrebbe presentare in modo trasversale le opportunità del settore ingegneristico».

«I neo laureati sono disposti ad affrontare qualsiasi disagio pur di riuscire. Anche perchè l’ambiente è talmente stimolante che ogni fatica è abbondantemente ripagata – commenta il dottor Roberto Rossi – Gli inserimenti lavorativi avvengono a Londra, per cui gli italiani devono arrangiarsi a trovare casa, ad inserirsi in un ambiente diverso, a conoscere gente nuova. Chi si avvicina alla Morgan Stanley sa, più o meno, il tipo di lavoro che si svolge e il modo in cui si effettua, per cui non ha difficoltà ad adottare i tempi di lavoro giusti. Un po’ meno con la lingua inglese, la scuola italiana è ancora un po’ debole su quel versante».

Al termine dell’incontro i ragazzi si sono informati sulle modalità di effettuare stage nelle due aziende: in Agusta i posti riservati agli studenti Liuc non sono tantissimi, ma, con la nuova commessa americana, si dovrà sviluppare di più il settore del managment. Diverso il discorso per la Morgan Stanlley che, però, lancia un appello: «Gli ingegneri gestionali sarebbero perfetti per il nostro lavoro, ma sono poco interessati al mondo della finanza».

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Pubblicato il 22 Marzo 2005
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