La maggioranza approva il Bilancio
Passa il documento presentato dal neoassessore Tomasini: «Il "tetto di spesa" deciso dal Governo limita le possibilità di azione»
Passa il bilancio, con i soli voti della maggioranza. Nella seduta consiliare del 28 febbraio scorso è stato approvato il bilancio di previsione 2005 del Comune di Cardano al Campo. Il pareggio è stato raggiunto alla cifra di 13,563 milioni di euro.
Il sindaco Mario Aspesi ha ricordato che «anche quest’anno il bilancio è coerente con il programma della lista di maggioranza “Nuova Cardano Viva” ed è stato redatto anche facendo riferimento alle proposte e ai contributi emersi dal dialogo diretto con i cittadini, in occasione del bilancio partecipativo. Abbiamo approvato il documento più importante dell’anno, e si tratta del terzo bilancio di questa amministrazione. Se quello del 2003 era caratterizzato dagli investimenti e quello del 2004 dai servizi, il bilancio del 2005 ha come particolarità il cosiddetto “tetto di spesa”, che ci è imposto da una legge dello Stato. E’ un atto del Governo centrale, poco rispettoso delle autonomie locali e delle differenze di ciascun comune rispetto a un altro. È una legge che rende uguali tutti i comuni, senza tenere conto dei vari fattori, della crescita economica o della crescita demografica, che ad esempio a Cardano nel 2004 è stata sorprendente. Un ulteriore aspetto positivo è che questa amministrazione, nella redazione del bilancio, oltre a coinvolgere direttamente i cittadini, cerca di rendere partecipi i funzionari e tutti i dipendenti, perché trasferire il programma politico nel bilancio di un ente locale è il passaggio più delicato. A Cardano al Campo ciò è possibile grazie al controllo di gestione e allo strumento della “Balanced Scorecard”» .
Il documento finanziario è stato presentato nei dettagli dal neo assessore Enrico Tomasini: «Tutte le voci di entrata e le principali voci di spesa sono da analiazzare in una congiuntura di contenimento obbligato della spesa. A Cardano si prevedono comunque investimenti per opere pubbliche importanti e attenzione notevole ai servizi alla persona, circa 3 miliardi di vecchie lire di spesa: nonostante ciò, la pressione fiscale rimane sostanzialmente immutata. Colgo l’occasione per ricordare che l’inizio del mio assessorato coincide con un radicale cambio di strategia del Governo centrale, il quale nonostante continui a parlare di federalismo fiscale, di decentramento, in realtà approva una “Finanziaria” che propone l’esatto contrario».
Tra i punti salienti del bilancio 2005 il fatto che non è prevista nessuna variazione all’aliquota Ici sulla prima casa, che rimane al 4/mille dal 1993. Sgli altri immobili, l’aliquota rimane al 6/mille, mentre è al 7/mille l’imposta per una seconda casa che rimanga sfitta per più di sei mesi nell’anno solare. Inoltre non cambiano rispetto agli anni precedenti le tariffe dell’acqua e dei rifiuti solidi urbani e rimane invariato il costo dei buoni pasto in vigore già da quest’anno scolastico, ovvero 2,60 euro per il nido e 3 euro per le altre scuole.
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